Coelum Astronomia 229 - 2019 - Page 136

Coelum Astronomia

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NGC 1866: Un Insolito Caleidoscopio Stellare

Le Meraviglie del Cosmo

di Barbara Bubbi - Universo Astronomia

Un abbagliante caleidoscopio di gemme stellari risplende in questa immagine del Telescopio Spaziale Hubble, che inquadra l’ammasso globulare NGC 1866, situato alle periferie della Grande Nube di Magellano a 160.000 anni luce di distanza dalla Terra.

Gli ammassi globulari sono raggruppamenti sferoidali di stelle legate gravitazionalmente, in orbita attorno al centro di una galassia. Anche se rimangono ancora questioni irrisolte, disponiamo ormai di una conoscenza piuttosto ampia sugli ammassi globulari in orbita attorno alla Via Lattea, mentre lo studio degli ammassi globulari appartenenti ad altre galassie è appena agli inizi. La Grande Nube di Magellano ospita una ricca popolazione di ammassi, e questo la rende un laboratorio ideale e vicino per studiare la nascita e l’evoluzione delle stelle.

In generale le osservazioni effettuate sugli ammassi globulari hanno rivelato che gran parte delle loro stelle hanno un basso contenuto di metalli (elementi più pesanti di idrogeno ed elio) tanto che questi oggetti vengono considerati tra i più antichi del cosmo.

Secondo gli scienziati, infatti, le prime stelle venute alla luce dopo il Big Bang erano costituite interamente di elementi come idrogeno, elio e piccole quantità di litio. Quelle stelle primordiali hanno in seguito prodotto, nei loro nuclei, elementi più pesanti e li hanno sparsi nel cosmo esplodendo come supernovae. La successiva generazione di stelle si è quindi formata all’interno di nubi ricche di materiale contenente questi metalli che sono stati inclusi nella composizione delle nuove stelle. Il contenuto di

metalli, o metallicità, delle stelle nell’Universo è perciò aumentato via via che proseguiva il ciclo di vita e morte stellare. Come risultato, dunque, il basso tasso di metallicità delle stelle che popolano gli ammassi globulari è indicativo della loro antica età.

Scoperto dall’astronomo scozzese James Dunlop nel 1826, NGC 1866 è situato abbastanza vicino a noi da potern studiare singolarmente le stelle che lo costituiscono. Gli astronomi hanno scoperto che, in questo sfavillare di astri lucenti, coesistono differenti generazioni di stelle che rendono NGC 1866 un ammasso insolito in quanto ricco sia di stelle antiche sia di stelle sorprendentemente giovani. Il variegato assortimento della sua popolazione stellare è ben apprezzabile dalla varietà di colori delle stelle che appaiono