Coelum Astronomia 227 - 2018 - Page 87

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Sopra. Due Perseidi solcano il cielo la notte del 13 agosto 2016

nel cielo (lungo il tragitto seguito dalla meteora) e quindi anche sul nostro fotogramma. Di solito la sua scia dura un secondo o poco di più ma questo tempo non è sufficiente per impressionare il sensore. Quindi riusciremo a riprendere solo le meteore più grandi e luminose, che di fatto saranno, inevitabilmente, meno numerose.

Dove puntare

La reflex va puntata a 35 gradi dal radiante verso lo zenit, questo perché se noi inquadriamo direttamente la costellazione del Leone la notte del 17 novembre, le meteore, nella loro corsa, quasi sicuramente usciranno dalla nostra inquadratura e forse riusciremmo a riprendere solo le più piccole o quelle che vengono direttamente verso di noi. Quelle più grandi, che sfiorano e attraversano un maggior tratto di atmosfera, esploderanno in tutta la loro luminosità solo dopo aver fatto un più lungo percorso nel cielo, in un punto che sicuramente si troverà fuori dall’inquadratura se utilizziamo un grandangolare da 18 mm. A meno di disporre quindi di un fisheye, obiettivo in grado di riprendere tutto il cielo in un unico scatto (ma che comporta delle distorsioni molto evidenti che non a tutti sono gradite), il mio consiglio è quello di posizionare la fotocamera per riprendere un porzione di cielo adiacente al radiante, a circa 35 gradi da esso verso lo zenit, come dicevo più sopra.

Suggerisco di adottare questo sistema, io stessa ne ho testato l’efficacia nella mia ultima ripresa delle Perseidi dell’agosto 2016. Verso le 23 di quella notte avevo il Perseo in direzione nordest, e tutte le meteore più splendenti mi passavano sopra la testa, se non addirittura in direzione sud… Inquadrando quindi verso sud, ma quasi allo zenit, ho ripreso le stelle cadenti più luminose.

Ovviamente si deve sempre poter contare su una buona dose di fortuna e inoltre, un altro fattore