Coelum Astronomia 227 - 2018 - Page 73

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trasmissione fosse presentata come una finzione e non come notizie, cosa che invece effettivamente era. Wells disse anche che non aveva dato alcuna autorizzazione ad alterazioni che inducessero gli ascoltatori a credere che si trattasse di qualcosa di reale. Lo scrittore inglese dovette tuttavia ricredersi e rivalutare gli effetti della trasmissione, nel momento in cui si accorse che, grazie a quella trasmissione, le vendite del suo romanzo schizzarono alle stelle!

In fin dei conti, se quello del 30 ottobre 1938 si rivelò come il più grande scherzo mediatico della storia, fu essenzialmente grazie all'eccezionale talento di Orson Welles, il quale attraverso il teatro esercitò l'incommensurabile potere della manipolazione della percezione, tanto che durante la trasmissione furono raccolte testimonianze di avvistamenti di enormi macchine marziane o altre diavolerie aliene. Si dice che un uomo sia anche salito in cima al tetto di un edificio di Manhattan munito di binocolo e avrebbe giurato di vedere le fiamme della battaglia in corso tra terrestri e marziani.

Pazzi? Esibizionisti? Maniaci? No. Forse ingenui, questo sì. Non si può tralasciare il fatto che il mondo del 1938 non conosceva la televisione e per la radio in fondo quelli erano ancora gli albori. Basti pensare che il primo dramma radiofonico sperimentale era stato mandato in onda in Gran Bretagna il 17 ottobre 1922 e, benché anche i nazisti avessero già intuito le enormi potenzialità di suggestione della radio e l'avessero utilizzata per manipolare il pensiero e la percezione delle masse, per la gente la radio era qualcosa che, fino a prova contraria, diceva "sempre" la verità.

Il mondo delle comunicazioni di allora era profondamente diverso da quello di oggi e non c'era ancora malizia nelle orecchie degli ascoltatori. Senza contare che le notizie che erano uscite dalle valvole delle prime radio erano state quelle della prima guerra mondiale. Notizie di guerra e di battaglia, che interrompevano la musica e la normale programmazione, proprio con modalità molto simili a quelle usate da Welles nella sua trasmissione. Perché dunque quelle di quella sera avrebbero dovute essere false? Solo perché insolite? Non dimentichiamo che per il nostro cervello è sempre più facile "credere" che "dubitare". Credere a un pericolo può salvare la vita, e dubitare costa sempre più fatica.

Siete dunque davvero convinti che le cose siano poi così cambiate? In fondo oggi, tra social network incontrollati e siti di fake news, anche se il pubblico è certamente più smaliziato non siamo poi molto più al sicuro. Sappiamo che la "notizia" non è semplicemente "quello che accade", ma qualcosa che viene filtrato attraverso le maglie del linguaggio, i tempi della messa in onda, il colore politico di chi redige il testo, le possibilità della tecnologia ecc. Ma la diffusione incontrollata (o mirata) di notizie false o opportunamente manipolate rende spesso ancora difficile per molti distinguere la realtà dei fatti. Insomma, meglio stare in guardia: i Marziani ci invadono tutti i giorni...

trasmissione fosse presentata come una finzione e non come notizie, cosa che invece effettivamente era. Wells disse anche che non aveva dato alcuna autorizzazione ad alterazioni che inducessero gli ascoltatori a credere che si trattasse di qualcosa di reale. Lo scrittore inglese dovette tuttavia ricredersi e rivalutare gli effetti della trasmissione, nel momento in cui si accorse che, grazie a quella trasmissione, le vendite del suo romanzo schizzarono alle stelle!

In fin dei conti, se quello del 30 ottobre 1938 si rivelò come il più grande scherzo mediatico della storia, fu essenzialmente grazie all'eccezionale talento di Orson Welles, il quale attraverso il teatro esercitò l'incommensurabile potere della manipolazione della percezione, tanto che durante la trasmissione furono raccolte testimonianze di avvistamenti di enormi macchine marziane o altre diavolerie aliene. Si dice che un uomo sia anche salito in cima al tetto di un edificio di Manhattan munito di binocolo e avrebbe giurato di vedere le fiamme della battaglia in corso tra terrestri e marziani.

Pazzi? Esibizionisti? Maniaci? No. Forse ingenui, questo sì. Non si può tralasciare il fatto che il mondo del 1938 non conosceva la televisione e per la radio in fondo quelli erano ancora gli albori. Basti pensare che il primo dramma radiofonico sperimentale era stato mandato in onda in Gran Bretagna il 17 ottobre 1922 e, benché anche i nazisti avessero già intuito le enormi potenzialità di suggestione della radio e l'avessero utilizzata per manipolare il pensiero e la percezione delle masse, per la gente la radio era qualcosa che, fino a prova contraria, diceva "sempre" la verità.

Il mondo delle comunicazioni di allora era profondamente diverso da quello di oggi e non c'era ancora malizia nelle orecchie degli ascoltatori. Senza contare che le notizie che erano uscite dalle valvole delle prime radio erano state quelle della prima guerra mondiale. Notizie di guerra e di battaglia, che interrompevano la musica e la normale programmazione, proprio con modalità molto simili a quelle usate da Welles nella sua trasmissione. Perché dunque quelle di quella sera avrebbero dovute essere false? Solo perché insolite? Non dimentichiamo che per il nostro cervello è sempre più facile "credere" che "dubitare". Credere a un pericolo può salvare la vita, e dubitare costa sempre più fatica.

Siete dunque davvero convinti che le cose siano poi così cambiate? In fondo oggi, tra social network incontrollati e siti di fake news, anche se il pubblico è certamente più smaliziato non siamo poi molto più al sicuro. Sappiamo che la "notizia" non è semplicemente "quello che accade", ma qualcosa che viene filtrato attraverso le maglie del linguaggio, i tempi della messa in onda, il colore politico di chi redige il testo, le possibilità della tecnologia ecc. Ma la diffusione incontrollata (o mirata) di notizie false o opportunamente manipolate rende spesso ancora difficile per molti distinguere la realtà dei fatti. Insomma, meglio stare in guardia: i Marziani ci invadono tutti i giorni...