Coelum Astronomia 227 - 2018 - Page 72

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sera ascoltarono la trasmissione e, di queste, almeno un milione devono almeno essere state "allarmate". Senza contare quelle che non stavano ascoltando la trasmissione, ma che furono contagiate della paura degli altri. Ad ogni modo, è un fatto che molte migliaia di persone furono colte dal panico, anche se non in tutti gli Stati Uniti, ma soprattutto nel New Jersey e nella zona di New York. «Eravamo pietrificati, ― fu la testimonianza riportata dalla signora Thomas di Trenton ― Ci guardavamo a vicenda, terrorizzati. Qualcuno stava facendo rumore di fronte alla nostra porta. Era la nostra vicina di casa. Aveva messo tutti e sette i suoi bambini nella macchina e

continuava a urlare e a incitarli che dovevano andare via di qui». Si racconta anche che, mentre

faceva i suoi compiti, l'allora tredicenne Henry

Sears udì alla radio la notizia dell'invasione. Così decise di portare la radio al piano di sotto, nella

taverna di proprietà della madre, e tutti quanti gli avventori si misero ad ascoltare, finché a un certo punto gli uomini si alzarono in piedi e decisero di imbracciare le armi per organizzare la difesa della loro cittadina.

Anche a New York la gente intasò le strade per guardare in cielo e vedere se i marziani stavano atterrando...

Nonostante la leggenda e la suggestione della premeditazione che i media hanno sempre cavalcato con entusiasmo, molto probabilmente Orson Welles non cercò volontariamente l'effetto "panico marziano". Il

mattino dopo, durante una conferenza stampa, lo stesso attore apparve confuso e in vena di scuse, esprimendo dispiacere e rimorso per le conseguenze suscitate dalla trasmissione.

Tuttavia nel 1955, in un'intervista alla BBC, cambiò registro e si assunse effettivamente il merito di aver premeditato e previsto gli effetti. Dal canto suo, in un'altra intervista 17 anni dopo, Welles affermò che «il settantacinque percento di quello che dice nelle interviste è falso» (!). Quel che è certo è che la trasmissione diede un grosso impulso alla sua fama, al punto da consentirgli di realizzare tre anni più tardi, a soli 26 anni, quel Quarto Potere (1941, Citizen Kane) considerato unanimemente uno dei capolavori della cinematografia di tutti i tempi.

Interpellato in proposito, il giorno successivo anche il quasi omonimo H. G. Wells prese le distanze dall’adattamento radiofonico della "sua" Guerra dei Mondi, dicendosi molto turbato dalle conseguenze della trasmissione sul pubblico e che i suoi accordi con la CBS erano che la