Coelum Astronomia 227 - 2018 - Page 71

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ne è convinto. Non ingrana come dovrebbe. Orson sale le scale e non sa che sta andando diritto verso i libri di storia della comunicazione, dei media, di psicologia. La storia e basta. Orson non lo sa, ma ha già capito tutto. Orson è un genio, Orson è un marziano. E intuisce che il dramma può essere interpretato, se non per intero, almeno in quelle parti che sono adatte, come se le cose stessero accadendo realmente... Questo sì, che terrà i radioascoltatori con le orecchie incollate ai loro apparecchi…

Il problema è che raramente si ascoltano i programmi dall'inizio! Se la gente si fosse sintonizzata alle 20:00 in punto, avrebbe ascoltato lo speaker presentare: «Orson Welles e il Mercury Theatre on the Air in The War of the Worlds di H. G. Wells» e niente sarebbe successo. Invece la maggior parte della gente accese la radio a programma iniziato e credette a ogni parola che usciva dall'altoparlante. Ma la gente ignorò anche ben tre annunci fatti durante il programma che si trattava di finzione, come non si preoccupò di verificare sui giornali la programmazione della radio a quell'ora, né si chiese come facessero ad accadere tutte quelle cose in così poco tempo, se si trattava di qualcosa che si stava svolgendo in tempo reale. Probabilmente va anche detto che molti furono colti dal panico ben prima della fine della trasmissione. L'intervento di un'ipotetica autorità fu sufficiente per consegnare alla realtà, la finzione che Welles e soci stavano recitando dietro i microfoni. Le perplessità iniziali degli ascoltatori al sentire parlare di vaghe esplosioni avvistate su Marte, mutarono in vaghi dubbi a sentire del rinvenimento di un misterioso oggetto cilindrico nei dintorni di Grover's Mill una cittadina del New Jersey (pare che Howard Koch scelse Grover's Mill chiudendo gli occhi e puntando la matita a caso su una cartina degli Stati Uniti), che si consolidarono al racconto dei testimoni che videro uscire le creature tentacolate. Ma nel momento in cui si viene a sapere dell'istituzione della legge marziale e subito dopo il Segretario agli Interni fa un discorso alla nazione, chiedendole calma, unità e

coraggio nell'affrontare il nemico, i dubbi, se qualcuno ancora ne aveva, divennero certezze. E così la gente fu presa da quel tipo di panico che da allora in poi fu battezzato dagli americani come "Martian panic" (letteralmente “panico marziano”).

Quella sera tra le 20:30 e le 22:00, il Comando della Polizia di Trenton, a pochi chilometri da Grover's Mill, rispose ad almeno cinquanta chiamate di persone che chiedevano di meteoriti, numero di morti, attacchi col gas e tutti vennero rassicurati che si trattava solo di voci scatenate da un programma teatrale radiofonico. Insomma, il panico c'è stato sebbene forse non su così vasta scala come lo si è sempre dipinto.

Cinquanta telefonate in fondo non sono una prova di panico generale. Tuttavia, considerata la popolazione degli Stati Uniti, i possessori di radio e il fatto che la trasmissione era trasmessa su tutto il territorio, Hadley Cantril, professore di psicologia di Princeton, stimò che devono essere state almeno sei milioni, le persone che quella

Sopra. Orson Welles nel 1937.