Coelum Astronomia 227 - 2018 - Page 7

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Hiroshi Yamakawa

Ecco i vari

componenti della

sonda BepiColombo.

Dal basso verso l’alto

vediamo: il Mercury Transfer Module (MTM), il Mercury Planetary Orbiter (MPO), il Sunshield and Interface Structure e, in cima, il Mercury Magnetospheric Orbiter (MMO). Crediti: ESA/ATG Medialab

Günther Hasinger

Andrea Accomazzo.

«Congratulazioni per il lancio di successo del Ariane 5 che trasporta BepiColombo, missione esplorativa congiunta ESA-JAXA», afferma Hiroshi Yamakawa, presidente JAXA. «Desidero esprimere la mia gratitudine per l’eccellente risultato

delle operazioni di lancio. JAXA ha grandi aspettative che le successive osservazioni dettagliate sulla superficie e l’interno di Mercurio ci aiuteranno a comprendere meglio l’ambiente del pianeta e, in ultima analisi, l’origine del Sistema Solare e della Terra».

BepiColombo comprende due satelliti scientifici: Mercury Planetary Orbiter (MPO) dell’ESA e Mercury Magnetospheric Orbiter di JAXA (MMO, o ‘Mio’). Il Mercury Transfer Module (MTM) costruito dall’ESA porterà gli orbiter fino a Mercurio utilizzando una combinazione di propulsione solare e gravità assist, con un sorvolo di Terra, due di Venere e sei di Mercurio, prima di entrare in orbita proprio di Mercurio verso la fine del 2025.

«C’è una lunga ed eccitante strada davanti a noi prima che BepiColombo inizi a raccogliere dati per la comunità scientifica», afferma Günther Hasinger, direttore delle missioni scientifiche dell’ESA. «Gli sforzi, come per la

missione Rosetta e le sue scoperte pionieristiche, anche a distanza di anni dal loro completamento, ci hanno già dimostrato che le complesse missioni di esplorazione scientifica meritano l’attesa».

I due orbiter scientifici saranno anche in grado di utilizzare alcuni dei loro strumenti durante la fase di crociera, offrendo opportunità uniche per raccogliere dati scientificamente preziosi su Venere. Inoltre, alcuni degli strumenti progettati per studiare Mercurio possono essere utilizzati in modalità diversa per studiare anche Venere, che ha un’atmosfera spessa rispetto alla superficie esposta di Mercurio.

«BepiColombo è una delle missioni interplanetarie più complesse che abbiamo mai realizzato», afferma Andrea Accomazzo, Flight Director dell’ESA per BepiColombo. «Una delle maggiori sfide è l’enorme gravità del Sole, che rende difficile collocare un’astronave in un’orbita stabile

attorno a Mercurio. Dobbiamo frenare costantemente per garantire una caduta controllata verso il Sole, con i propulsori ionici che forniscono la spinta bassa necessaria per la lunga durata della fase di crociera».