Coelum Astronomia 227 - 2018 - Page 61

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agisce nel sistema Terra-Luna) abbia finito per allontanare gradualmente il satellite dal pianeta, fino alla larga separazione desunta dai dati raccolti da Hubble.

Un elemento che conferma l’interpretazione di questi dati come un transito di un pianeta seguito da una luna è l’anticipo di 77,8 minuti con cui il transito osservato da Hubble si è verificato, rispetto al tempo previsto sulla base dei tre transiti precedenti osservati da Kepler. Tale anticipo può essere interpretato come una conseguenza dello spostamento del centro di massa del pianeta, dovuto all’attrazione gravitazionale esercitata dalla sua grande luna. Il fatto che il transito di Kepler-1625b-i (il satellite) sia stato osservato dopo quello del pianeta conferma dal punto di vista geometrico tale interpretazione. Ma l’anticipo del transito potrebbe anche essere una conseguenza dell’attrazione di un altro pianeta presente nel sistema, non individuato perché non transitante davanti al disco stellare rispetto al nostro punto di vista.

L’anno di Kepler-1625b (il pianeta) dura 287,3 giorni terrestri: quindi questa è la frequenza con cui si ripetono i suoi transiti davanti al disco stellare. La distanza del pianeta dalla stella è praticamente uguale a quella della Terra: 0,98 unità astronomiche (147 milioni di km). Ciò significa che Kepler-1625b e la sua grande luna si sono trovati, durante i lunghi miliardi di anni della sequenza principale della stella, all’interno della zona abitabile, cioè in quella fascia in cui sarebbe stata possibile la presenza di acqua liquida in superficie. Purtroppo, però, i due corpi celesti sono con ogni probabilità privi di una superficie solida, così come ne sono privi i giganti gassosi Giove e Nettuno. È difficile, perciò, che si siano create in simili ambienti condizioni favorevoli per la vita, anche se hanno goduto di temperature relativamente miti per miliardi di anni.

Crediti: NASA.