Coelum Astronomia 227 - 2018 - Page 59

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Dopo il transito planetario, Hubble ha registrato in modo nitido una seconda, ma molto più lieve, diminuzione del flusso stellare (pari a circa 500 parti per milione): una chiara indicazione della presenza di un secondo corpo che transita davanti al disco della stella, nella scia del pianeta. L’interpretazione più naturale e probabile di questo dato è che Kepler-1625b sia orbitato da un satellite naturale di dimensioni paragonabili a quelle di Nettuno: un dato in ottimo accordo con il segnale che era apparso nelle curve di luce dei tre transiti planetari osservati da Kepler.

Purtroppo il tempo concesso per osservare Kepler-1625 con Hubble è finito prima che il transito della candidata esoluna fosse terminato. Ciò rende parzialmente incompleti i dati ottenuti. Saranno necessarie altre osservazioni, in occasione dei prossimi transiti del pianeta e del suo satellite, per ottenere la conferma definitiva della scoperta, che farebbe di Kepler-1625b-i (la ‘i’ finale è importante) la prima luna individuata al di fuori del sistema solare.

I dati finora ottenuti rendono in ogni caso più che probabile che Kepler-1625b-i sia effettivamente una luna in orbita intorno a un pianeta, sia pure una luna di dimensioni del tutto abnormi rispetto ai canoni del Sistema Solare. Tutto, da quelle parti, è in realtà molto differente, a partire dalla stella: gli autori dello studio stimano che Kepler-1625 abbia almeno 9 miliardi di anni, il doppio dell’età del Sole. Il dato si deduce dal fatto che, a fronte di una massa praticamente uguale a quella della nostra stella, Kepler-1625 ha un raggio che è invece 1,73 volte maggiore. Ciò vuol dire che si sta espandendo: una conseguenza inevitabile della fine della sequenza principale (cioè della fase in cui una stella alimenta la fusione nucleare con l’idrogeno contenuto nel nucleo, come fa appunto il Sole).

Kepler-1625 e il suo sistema planetario sono dunque molto più antichi del Sistema Solare. E sono molto lontani da noi: l’angolo di parallasse riportato nel secondo catalogo del satellite astrometrico Gaia è pari a 0,406 millesimi di secondo d’arco, il che corrisponde a una distanza di 2.460 parsec (8.025 anni luce).

Il pianeta Kepler-1625b, l’unico finora scoperto intorno a quella stella, è un gigante gassoso grande più o meno come Giove (il diametro ricavato dai dati del transito è di 11,4 diametri terrestri, cioè circa 145.000 km). La massa è invece piuttosto incerta, con stime che variano, a seconda dei modelli, tra 700 e 1.300 masse terrestri. Vale a dire che Kepler-1625b ha una

Rappresentazione artistica raffigurante l’esopianeta Kepler-1625b con la candidata esoluna al seguito mentre orbitano intorno alla stella Kepler-1625. Crediti: Dan Durda