Coelum Astronomia 227 - 2018 - Page 52

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Cosa sono le biofirme?

Al di fuori della Terra, i primi corpi celesti in cui possiamo cercare i segni della vita sono i pianeti e le numerose lune del nostro Sistema Solare, e numerose sono le missioni che portano avanti questo tipo di ricerca. Ma, volendo spingerci oltre, possiamo rivolgere la nostra attenzione verso le ormai migliaia di pianeti extrasolari individuati. Sono trascorsi ormai 30 anni dalla scoperta del primo esopianeta e oggi i telescopi e gli Osservatori spaziali in grado di rilevarli sono sempre più numerosi e avanzati. Ma, una volta individuati, cosa dobbiamo cercare per capire se questi lontani mondi possano ospitare la vita?

La caratterizzazione delle atmosfere esoplanetarie e delle loro superfici al fine di rilevare i segni della presenza di vita è un argomento fortemente dibattuto e oggetto di studio da parte della comunità scientifica, degli astrobiologi e delle agenzie spaziali (la NASA ha sviluppato il suo Astrobiology Program per esempio).

Ma come si manifesta la firma della vita? Cosa si nasconde davvero dietro la definizione di biosignature?

Nel mondo scientifico una biosignature è definita come un “oggetto, sostanza o schema la cui origine richiede un agente biologico”. Il concetto di biosignature varia di molto a seconda del punto di vista della disciplina con cui esso viene interpretato. Per esempio, mentre in filosofia viene inteso come “definizione di intelligenza”, in fisica viene interpretato come la “presenza di condizioni che permettono l’interazione di sistemi atti a costituire un processo biologico”.

Il punto di vista astronomico si riferisce alla presenza di gas o altre caratteristiche planetarie che potrebbero essere state generate dalla presenza di forme di vita. Sebbene dunque non esista un approccio universale che porti a una classificazione definitiva delle biofirme, è tuttavia possibile dividerle in tre categorie principali: gassose, di superficie e temporali.

Mentre le prime si riferiscono a prodotti biologici del metabolismo, siano essi diretti o indiretti, come la CO2 o il metano, le seconde si riferiscono a caratteristiche spettrali derivanti dalla riflessione o scattering della luce a opera di organismi viventi o di composti prebiotici. Le

Sopra. Tipi di Biofirme che si possono studiare: gassose, superficiali e temporali