Coelum Astronomia 227 - 2018 - Page 50

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I telescopi di prossima generazione

Sopra. Un rendering 3D del futuro grande telescopio dell’ESO, l’Extremely Large Telescope, ELT. Crediti: ESO

I telescopi estremamente grandi come l'E-ELT (European Extremely Large Telescope) dell'ESO e i telescopi spaziali di nuova generazione, come il James Webb Space Telescope (JWST) sono considerati una delle priorità per la scienza astronomica. Essi consentiranno agli astronomi di guardare più lontano, nello spazio e nel tempo, faranno progredire enormemente la conoscenza astrofisica, permettendo, tra le altre cose, studi dettagliati sui pianeti attorno ad altre stelle, sui primi oggetti formatisi nell'Universo, sui buchi neri super-massicci e sulla natura e la distribuzione della materia oscura e dell'energia oscura. I grandi telescopi maggiori di 30 metri, come il TMT (Thirty-Meters Telescope) sono strumenti in grado di far progredire più di una branca dell’astronomia: per esempio la ricerca sui meccanismi di formazione stellare e planetaria, le teorie sull’evoluzione delle galassie e quelle sulla formazione di strutture di larga scala nell’universo.

Uno degli aspetti più intriganti ed entusiasmanti del programma scientifico dei grandi telescopi sarà la scoperta e la caratterizzazione di pianeti e sistemi protoplanetari attorno ad altre stelle. L'ELT, per esempio, dovrebbe essere in grado di scoprire mondi con dimensioni simili a quelle della Terra, oltre a visualizzare direttamente pianeti più grandi e potenzialmente caratterizzare le loro atmosfere. L'ELT sarà in grado di risolvere con precisione le popolazioni stellari delle galassie distanti e aiuterà anche a far luce sull'espansione dell'universo.