Coelum Astronomia 227 - 2018 - Page 49

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Troveremo tracce di vita aliena entro 30 anni?

Nel 2015, una dichiarazione di Ellen Stofan, principale consigliere scientifico dell’allora amministratore della NASA Charles Bolden, secondo la quale era molto probabile che saremmo riusciti ad avere forti indicazioni di vita

extraterrestre in 10 anni e ad averne la prova definitiva in 20 o 30 anni, diede il via a un dibattito all’interno della comunità scientifica. Coelum astronomia pubblicò un’inchiesta in più puntate, che potete leggere ai link seguenti:

Prima parte - Coelum astronomia 193 (estate 2015)

Seconda parte - Coelum Astronomia 194 (settembre 2015)

Terza parte - Coelum astronomia 197 (febbraio 2016)

Considerazioni finali - Coelum astronomia 198 (marzo 2016)

La vita così come la conosciamo

A questo punto è essenziale definire quali sono i requisiti che consentono lo sviluppo della vita. Questi sono principalmente tre:

1) La presenza di un solvente liquido per veicolare

reazioni chimiche

2) La disponibilità di una forma di energia per

consentire di effettuare i processi metabolici

3) La presenza di nutrienti per far accrescere la

biomassa e produrre enzimi per catalizzare le reazioni metaboliche.

Qui sulla Terra il solvente liquido che ha permesso la nascita e l’evoluzione della vita è l’acqua. Ma perché l’acqua è così importante? Che caratteristiche ha?

Si tratta di una molecola “polare”, composta da due degli elementi più abbondanti nell’Universo (l’idrogeno e l’ossigeno) e le sue particolari caratteristiche fotochimiche le permettono di essere il candidato ideale per mediare le interazioni molecolari. Gioca inoltre un ruolo importante nei legami proteici, nelle azioni enzimatiche, nel trasporto protonico e nel mantenimento della stabilità sia del DNA che dell’RNA.

Per ciò che riguarda la disponibilità di energia, la rapida comparsa della vita sulla Terra (testimoniata dalla scoperta di stromatoliti - colonie fossili di organismi - risalenti a 3,8 miliardi di anni fa) ha portato a pensare che si siano verificate delle reazioni chimiche in grado di accelerare la formazione di strutture complesse partendo da composti organici.

Come la vita sia potuta apparire sulla Terra è un argomento che ha e sta impegnando gli scienziati di vari campi di studio da anni. Sono numerosi oggi gli studi che ipotizzano che alcune delle molecole prebiotiche siano state portate sulla Terra da corpi esterni. In effetti, batteri semi-dormienti trovati nelle carote di ghiaccio a più di un chilometro sotto la superficie dell'Antartide dimostrano come i batteri potrebbero sopravvivere su corpi ghiacciati in ambiente spaziale.

Sebbene i batteri potrebbero non sopravvivere alle forze risultanti da un impatto da parte di una grande meteora, è altrettanto vero che il nucleo interno di un meteorite appena atterrato spesso

Nel 2015, una dichiarazione di Ellen Stofan, principale consigliere scientifico dell’allora amministratore della NASA Charles Bolden, secondo la quale era molto probabile che saremmo riusciti ad avere forti indicazioni di vita extraterrestre in 10 anni e ad averne la prova definitiva in 20 o 30 anni, diede il via a un dibattito all’interno della comunità scientifica. Coelum astronomia pubblicò un’inchiesta in più puntate, che potete leggere ai link seguenti:

Prima parte - Coelum astronomia 193 (estate 2015)

Seconda parte - Coelum Astronomia 194 (settembre 2015)

Terza parte - Coelum astronomia 197 (febbraio 2016)

Considerazioni finali - Coelum astronomia 198 (marzo 2016)