Coelum Astronomia 227 - 2018 - Page 47

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Sopra. Violente emissioni di gas incandescente provenienti dalle giovani stelle nane rosse possono rendere le condizioni di abitabilità sui pianeti davvero difficili se non impossibili. In questa rappresentazione artistica vediamo una giovane nana rossa attiva mentre sta strappando via l'atmosfera da un pianeta posto nella sua orbita (a sinistra). Gli scienziati hanno scoperto che i brillamenti delle più piccole nane rosse sono da 100 a 1.000 volte più energetici di quando le stelle sono più vecchie. Hanno anche rilevato uno dei brillamenti stellari più intensi mai osservati nella banda ultravioletta - più energico del più potente flare mai registrato dal nostro Sole. Crediti: NASA/ESA/D. Player (STScI)

"abitabili" – cioè i pianeti in grado di mantenere l'acqua allo stato liquido sulla loro superficie – orbitino proprio attorno alle nane rosse.

Gli studi condotti nell'ambito del progetto HAZMAT fanno utilizzo di analisi in banda ultravioletta per sondare le nane rosse che rientrano in tre gruppi di età: giovani, intermedie e vecchie. Sebbene le nane rosse nei loro primi duecento milioni di anni siano da tempo note per essere potenti emettitori di luce ultravioletta, i processi esatti che causano tali emissioni non sono stati ancora ben compresi. Se una grande percentuale della luce ultravioletta proveniente da giovani nane rosse risulta essere dovuta a potenti bagliori – che si verificano quando le linee del campo magnetico stellare si concentrano – allora le atmosfere di qualsiasi pianeta attorno alle nane rosse possono essere in pericolo. Ciò significherebbe ovviamente un disastro per la possibile vita aliena che cerca di svilupparsi sulla superficie del pianeta in questione.

Utilizzando l’Hubble, i ricercatori hanno monitorato le superfici di 12 nane rosse situate tra 120 e 165 anni luce dalla Terra. In meno di un giorno di osservazione, la squadra ha rilevato ben 18 flare emessi dalle stelle di età di circa 40 milioni di anni. Dei 18 brillamenti rilevati dai ricercatori, 10 di essi avevano energie superiori a quella che approssimativamente colpisce la superficie della Terra nel corso di una settimana. Il più potente di questi brillamenti è stato battezzato dal team "Hazflare". «Considerando i circa cento anni di osservazioni condotte sul Sole», spiega l'autore principale dell’articolo, Parke Loyd della Arizona State University, «abbiamo potuto osservare un solo brillamento, o forse due, di energia pari ad un Hazflare. In poco meno di un giorno di osservazioni di queste giovani stelle abbiamo assistito ad un Hazflare, il che significa che stiamo osservando dei superflare che