Coelum Astronomia 227 - 2018 - Page 41

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Cita il dizionario: "astrobiologia: ramo dell'astronomia che indaga sulle possibilità di esistenza di forme viventi su altri pianeti". Esiste un solo tipo di astrobiologia dunque? La risposta è complessa, ma tuttavia è possibile isolare ben quattro strade differenti che concorrono allo stesso scopo.

Il primo approccio è quello dello studio della chimica prebiotica. L'analisi delle molecole primigenie, la presenza della chimica organica interstellare e i processi che hanno portato alla generazione di organismi sempre più complessi. Come da una nota nasce un accordo e in seguito una melodia, così si cerca di capire dove sia il punto, la zona d'ombra che delimita la mera chimica dalla vera e propria vita e come esso si sia potuto oltrepassare.

Nel 1952 Harold C. Urey e Stanley L. Miller posero le basi per la simulazione di quella che, a posteriori, viene definita come una delle pietre miliari dell'astrobiologia moderna. I due scienziati costruirono un sistema per simulare il sistema acqua-terraferma della Terra risalente a poco meno di 4 miliardi di anni fa. Esso consisteva di due ampolle, una riempita di acqua e l'altra contenente due elettrodi, connesse attraverso un sistema di tubi e isolate dall'ambiente esterno. Scaldando l'acqua, questa passava nella seconda ampolla dove, unita a gas metano, ammoniaca e idrogeno, veniva sottoposta a scariche elettriche (per simulare i fulmini delle frequenti tempeste primordiali) per poi ridiscendere, raffreddandosi, lungo il tubo. Dopo una settimana l'acqua raccolta mostrava tracce di 22 amminoacidi e 5 ammine: le basi organiche della vita!