Coelum Astronomia 227 - 2018 - Page 23

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Hyperion: il più grande proto-superammasso di galassie

di Ufficio Stampa Eso

Un’equipe di astronomi guidata da Olga Cucciati dell’INAF di Bologna, ha usato lo strumento VIMOS sul VLT (Very Large Telescope) dell’ESO per identificare un gigantesco proto-superammasso di galassie che si sta formando nell’Universo primordiale, appena 2,3 miliardi di anni dopo il Big Bang. Questa struttura, che i ricercatori hanno soprannominato Hyperion, è la più grande e la più massiccia mai trovata così presto nella storia della formazione dell’Universo.

Si calcola che l’enorme massa del proto-superammasso sia più di un milione di miliardi di volte di quella del Sole. Questa massa titanica è simile a quella delle più grandi strutture osservate oggi nell’Universo, ma trovare un oggetto così massiccio nell’Universo primordiale ha sorpreso gli astronomi.

«È la prima volta che viene identificata una struttura così grande a un redshift cosi elevato», afferma la prima autrice dell’articolo, Olga Cucciati. «Di solito queste strutture sono note a redshift più bassi, cioè quando l’Universo ha avuto un tempo sufficiente per evolversi e costruire oggetti così grandi. È stata una vera sorpresa trovare qualcosa che si è evoluto così tanto quando l’Universo era relativamente giovane!».

Hyperion, situato nella costellazione di Sestante, è stato identificato grazie ai dati ottenuti dalla survey VIMOS Ultra-deep, condotta da Olivier Le Fèvre (Aix-Marseille Université, CNRS, CNES), che mappa oltre 10.000 galassie nell’Universo distante.

L’equipe ha scoperto che Hyperion ha una struttura molto più complessa dei superammassi più vicini alla Terra, con almeno 7 regioni di alta densità collegate da filamenti di galassie, mentre i primi sono più compatti. La differenza è molto probabilmente dovuta al fatto che i superammassi locali hanno avuto miliardi di anni per permettere alla forza di gravità di raccogliere la materia in regioni più dense. Comprendere Hyperion e come si confronta con strutture simili, ma più vicine, può darci informazioni sullo sviluppo dell’Universo nel passato e su come continuerà l’evoluzione nel futuro, e permetterci di creare alcuni modelli di formazione dei superammassi.

Nell'immagine l'enorme Hyperion, la sua estensione viene confrontata con l'estensione di un tipico ammasso di galassie del nostro universo locale. Credit: ESO/L. Calçada & Olga Cucciati et al.