Coelum Astronomia 227 - 2018 - Page 22

Acqua liquida e ossigeno nel sottosuolo marziano

di Monica Nardone e Redazione Ansa – Media INAF

Coelum Astronomia

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Nell’acqua salata nascosta nel sottosuolo di Marte c’è ossigeno sufficiente per ospitare la vita: l’acqua lo cattura dall’atmosfera del Pianeta Rosso, dove il gas è presente in tracce. L’ossigeno potrebbe essere presente anche nell’acqua ricca di minerali del lago scoperto dal radar italiano Marsis della sonda europea Mars Express, a condizione che sia in grado di avere degli scambi con l’atmosfera. Lo indica una ricerca del Caltech pubblicata sulla rivista Nature Geoscience, condotta da un team guidato da Vlada Stamenkovićindicano: l’ossigeno potrebbe sostenere la vita di microrganismi e animali più complessi, come spugne. «Non sappiamo se Marte abbia mai ospitato la vita», scrivono i ricercatori, ma «i nostri risultati estendono la possibilità di cercarla». Finora, infatti, forme di vita basate sull’ossigeno si ritenevano impossibili su Marte perché la sottile atmosfera del pianeta è poverissima di questo gas. Si pensava quindi che sul pianeta potessero vivere solo microrganismi simili ai batteri terrestri tipici degli ambienti privi di ossigeno. I nuovi calcoli indicano che l’acqua salata di Marte poco al di sotto della superficie può catturare l’ossigeno a condizione che periodicamente riesca a entrare in contatto con l’atmosfera (per esempio attraverso delle fessure nel terreno). Anche il lago sotterraneo visto dal radar Marsis potrebbe essere un ambiente adatto alla vita «se l’ossigeno venisse periodicamente fornito grazie a un contatto periodico fra il lago e l’atmosfera», dice Elena Pettinelli, dell’Università Roma Tre, che ha partecipato all'analisi dei dati di Marsis. Per l’astrobiologa Daniela Billi, dell’università di Roma Tor Vergata, i nuovi dati estenderebbero quindi la gamma delle possibili forme di vita che il Pianeta Rosso potrebbe ospitare.

Nel tempo, infatti, le concentrazioni di ossigeno nell’acqua marziana potrebbero essere diventate tali da poter supportare microrganismi dal metabolismo basato sull’ossigeno. I ricercatori del Caltech hanno calcolato la quantità di ossigeno che potrebbe essere disciolto nell’acqua salata di Marte. Secondo il chimico organico Raffaele Saladino, dell’università della Tuscia, l’ossigeno presente nell’acqua «potrebbe, in principio, sostenere forme di vita primordiali» che respirano l’ossigeno, «ma dovrebbero essere estremofile, ovvero richiedere elevate concentrazioni saline e basse temperature per replicarsi».

Sotto. Impressione artistica del veicolo spaziale Mars Express che sonda l’emisfero sud di Marte, sovrapposto a un mosaico di colori di una porzione di Planum Australe. L’area di studio è evidenziata utilizzando un mosaico di immagini THEMIS IR. La potenza del segnale dell’eco proveniente dal sottosuolo è codificata per colore e il blu intenso corrisponde ai riflessi più forti, che sono interpretati come causati dalla presenza di acqua. Crediti: USGS Astrogeology Science Center, Arizona State University, Esa, Inaf. Elaborazione grafica di Davide Coero Borga – Media Inaf