Coelum Astronomia 227 - 2018 - Page 21

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La supernova silenziosa

di Redazione Coelum Astronomia

Sopra. La regione osservata prima (a sinistra), durante (al centro) e dopo (a destra) l’esplosione. La supernova è visibile solo nel pannello centrale. Crediti: Nasa/Jpl-Caltech/R. Hurt

Gli astronomi hanno assistito alla morte davvero particolare di una stella massiccia, una morte breve e silenziosa. Lo strano evento si è verificato in una galassia situata a 920 milioni di anni luce di distanza e, secondo i ricercatori, questa insolita esplosione suggerisce che la stella morente avesse un compagno segreto che stava sottraendo parte della sua massa, portando alla trasformazione sorprendentemente veloce in supernova, chiamata iPTF14gqr. Il team, guidato da Kishalay De, studente laureato al CalTech, ritiene che questa esplosione abbia dato vita a un sistema binario a stelle di neutroni.

«Una tipica supernova si evolve lentamente», ha detto De. Ma questa supernova si è evoluta molto velocemente: fra salita e declino sono trascorse circa due settimane. Molto poco per una supernova! Il primo burst è durato circa un giorno. Inoltre nel caso di iPTF14gqr di materia ne è stata espulsa pochissima: anche se la stella esplosa doveva avere una massa di almeno otto volte quella del Sole, solo un quinto della massa del Sole è stata espulsa nell'esplosione, ha detto De, quando una tipica esplosione di stelle massicce espelle circa cinque volte la massa del Sole.

La supernova è stata classificata di tipo Ic, ossia un oggetto spettroscopicamente caratterizzato da elementi di peso maggiore dell’idrogeno e dell’elio. Questo significa che la stella che è esplosa aveva perso gli strati esterni, che appunto sono composti da idrogeno ed elio, tramite un vento o un’interazione con una compagna.

Secondo i ricercatori la "materia mancante" è stata "rubata" dalla un oggetto denso posto accanto alla stella esplosa. Tale oggetto poteva essere una nana bianca, una stella di neutroni o persino un buco nero. Così, quando la stella è esplosa e ha lasciato dietro di sé una densa stella di neutroni si è formato il sistema stellare binario. L'ipotesi, sostenuta dalle misurazioni delle masse coinvolte, davvero ridottissime, è che si tratti di un sistema binario di stelle di neutroni.

I risultati dello studio sono stati pubblicati su Science.