Coelum Astronomia 227 - 2018 - Page 20

Coelum Astronomia

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Voyager 2 verso lo spazio interstellare

di Barbara Bubbi - Universo Astronomia

La sonda Voyager 2 della NASA ha recentemente rilevato un incremento di raggi cosmici extrasolari. L’intrepida viaggiatrice spaziale, lanciata nel 1977, potrebbe essere quindi in procinto di raggiungere lo spazio interstellare.

Voyager 2 si trova a poco meno di 17,7 miliardi di chilometri dalla Terra, oltre 118 volte la distanza tra la Terra e il Sole. Sin dal 2007 la sonda sta viaggiando attraverso gli strati esterni dell’eliosfera, la vasta bolla che circonda il Sole, dominata da particelle e campi magnetici solari. Gli scienziati della missione stanno monitorando costantemente la sonda per sapere quando raggiungerà il confine esterno dell’eliosfera. Una volta che Voyager 2 uscirà dall’eliosfera, diventerà il secondo oggetto costruito dall’uomo, dopo la Voyager 1, ad entrare nello "spazio interstellare". Sin da fine Agosto, lo strumento Cosmic Ray Subsystem a bordo della Voyager 2 ha misurato un aumento di circa il 5%, rispetto ai primi di Agosto, nel tasso di raggi cosmici che la colpiscono. Lo strumento Low-Energy Charged Particle ha rilevato un incremento analogo di raggi cosmici ad alta energia.

Nel Maggio 2012 la sonda Voyager 1, circa tre mesi prima di attraversare l’eliopausa per entrare nello spazio interstellare, rilevò un aumento simile a quello che ora la Voyager 2 sta osservando. Tuttavia, il team della Voyager fa notare che l’incremento di raggi cosmici potrebbe non essere una prova definitiva del fatto che la sonda stia per attraversare l’eliopausa. Voyager 2, infatti, si trova in una posizione differente nell’elioguaina, la regione esterna dell’eliosfera, rispetto a quella attraversata da Voyager 1. «Stiamo osservando un cambiamento nell’ambiente attorno a Voyager 2, su questo non c’è alcun dubbio», spiega Ed Stone del Caltech. «Ne sapremo di più nei mesi a venire, ma per ora non abbiamo idea di quando raggiungeremo l’eliopausa. Non ci siamo ancora, questo posso dichiararlo con certezza».

Crediti: NASA/JPL-Caltech.