Coelum Astronomia 227 - 2018 - Page 14

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Acciacchi d’età per il

Telescopio Spaziale Hubble

di Redazione Coelum Astronomia

Il telescopio spaziale Hubble ci ha abituati alle sue meravigliose immagini del cielo profondo. Oltre alla sua missione scientifica ha sempre avuto anche una “missione mediatica”, per suscitare meraviglia e avvicinare il grande pubblico all’astronomia, e non c’è dubbio che la cosa abbia funzionato alla perfezione e che sia probabilmente l’osservatorio più popolare della NASA. Da qualche giorno tuttavia il telescopio è entrato in “safe mode” allertando sia la comunità di esperti che dei tanti amatori e “ammiratori”.

Lo scorso 5 ottobre alle 6:00 EDT (mezzogiorno per l’Italia) uno dei tre giroscopi utilizzati per controllare i movimenti del telescopio spaziale non ha funzionato, innescando quindi la “safe mode”, una modalità che riduce al minimo le operazioni vitali dello strumento per evitare maggiori danni in una situazione problematica, in attesa che il controllo a terra individui e risolva il problema. Fortunatamente la NASA è più che ottimista, e sta lavorando per riportare alla normalità il tutto, assicurando che il telescopio potrà lavorare ancora a pieno regime per gli anni a venire. Hubble è infatti dotato di strumentazione “ridondante”, proprio per superare momenti di crisi come questo. Nel caso specifico è dotato di ben 6 giroscopi, nonostante ne usi solo tre e sia in grado di portare avanti le operazioni fondamentali anche con uno soltanto. Inoltre, questo giroscopio in particolare, aveva già da tempo dato segni di “vecchiaia”: era da almeno un anno che mostrava di essere verso la fine della sua operatività, esattamente come successo ad altri due dei sei iniziali.

Nel momento in cui si è cercato di attivare l’ultimo giroscopio a sostituzione di quello dismesso, il