Coelum Astronomia 227 - 2018 - Page 133

www.coelum.com

133

Una magnifica ripresa della caratteristica nebulosa planetaria NGC 6543 che, come giustamente suggerisce la sua particolare forma, è stata soprannominata “Occhio di Gatto”.

Huggins, utilizzando per la prima volta uno spettroscopio per ricavare informazioni sulla sua costituzione chimica, confermò trattarsi di una nebulosa, rilevando che il suo spettro era il medesimo dei gas luminescenti: fino ad allora, infatti, si credeva che le nebulose planetarie fossero semplicemente una o più stelle "dai contorni sfumati" e non risolvibili. Splendendo di magnitudine +9,8 essa appare, come detto, molto luminosa all’osservazione telescopica, laddove viene immediatamente rilevato il suo particolare schiacciamento, motivo per il quale a NGC 6543 è stato attribuito il nomignolo “occhio di gatto”. Una sorta di anello luminoso che circonda la stella centrale, di undicesima grandezza, si unisce a uno strato più esterno di materiale nebuloso, i due lobi più luminosi portano la nebulosa a ricordare incredibilmente una galassia a spirale schiacciata.

La determinazione della distanza di tale oggetto è stata alquanto problematica, tuttavia, negli ultimi anni, osservazioni effettuate tramite il telescopio spaziale Hubble hanno permesso di osservare ad alta risoluzione l'oggetto, consentendo di misurarne addirittura la velocità di espansione angolare, pari a 10 millisecondi d'arco all'anno!