Coelum Astronomia 227 - 2018 - Page 10

Coelum Astronomia

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Vita su Marte? Forse nel sottosuolo

di Maura Sandri - Media INAF

Sopra. Una nuova ricerca mostra che Marte, in passato, probabilmente possedeva abbastanza energia chimica per supportare i tipi di colonie microbiche sotterranee esistenti sulla Terra. Crediti: NASA/JPL

Fin dalla scoperta degli antichi canali fluviali sulla superficie di Marte, gli scienziati sono stati allettati dalla possibilità che il Pianeta Rosso possa aver ospitato la vita, almeno in tempi remoti. Ma mentre le prove della trascorsa attività idrica sono inconfondibili, non è chiara la quantità di acqua effettivamente fluita. Attuali modelli climatici del pianeta primordiale prevedono temperature che raramente arrivano a essere superiori a quelle di congelamento dell’acqua, il che suggerisce che i primi periodi umidi sul pianeta potrebbero essere in realtà stati eventi fugaci. Ovviamente questo non è lo scenario migliore per sostenere la vita in superficie per un lungo periodo di tempo, e alcuni scienziati pensano che potrebbe essere stato il sottosuolo

marziano a fornire le migliori condizioni per il proliferare della vita.

Con questi presupposti, un gruppo di ricercatori si è posto una serie di domande,

alle quali è riuscito a rispondere servendosi dei dati della sonda spaziale Mars Odyssey della NASA. «Qual è la natura di questa ipotetica vita sotterranea e dove avrebbe preso

l’energia per vivere?» si è chiesto Jack Mustard, professore al Brown’s Department of Earth, Environmental and Planetary Sciences e coautore dello studio. «Sappiamo che, sulla Terra, la radiolisi aiuta a fornire energia ai microbi sotterranei, quindi quello che Jesse Turner (primo autore dello studio, NDR) ha fatto è stato

applicare le nostre conoscenze della radiolisi al pianeta Marte».

La Terra ospita i cosiddetti ecosistemi microbici litotrofici

sotterranei, conosciuti anche come Slimes (subsurface lithotrophic microbial ecosystems): mancando energia dalla luce solare, questi microbi sotterranei spesso ottengono la loro energia sottraendo gli elettroni dalle molecole presenti nel loro ambiente. L’idrogeno molecolare disciolto è un grande donatore di elettroni ed è noto per alimentare gli Slime.

Questo nuovo studio mostra che la radiolisi, il processo attraverso il quale la radiazione rompe le molecole d’acqua nelle loro parti costitutive di idrogeno e ossigeno, avrebbe potuto creare abbastanza idrogeno nell’antico sottosuolo marziano. I ricercatori hanno stimato che le concentrazioni di idrogeno nella crosta marziana, circa 4 miliardi di anni fa, sarebbero rientrate in un intervallo tale da supportare la vita microbica. Sono riusciti ad effettuare questa stima