Coelum Astronomia 227 - 2018 - Page 116

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Coelum Astronomia

Guida all'osservazione

La regione di Fra Mauro

È il momento di

spostarsi nel

settore sudoccidentale

della Luna,

quando dalle

17:30 circa del

17 novembre

l'oggetto delle

nostre osservazioni

sarà un bel terzetto costituito da antichissimi crateri confinanti tra loro: Fra Mauro, Parry e Bonpland. L'individuazione della regione risulterà alquanto semplice, infatti avremo l'inconfondibile cratere Copernicus proprio a breve distanza dal terminatore lunare per cui basterà concentrare l'attenzione a circa metà strada della vasta distesa di scure rocce basaltiche costituita dai mari Insularum e Nubium.

Per l'occasione la Luna sarà in fase di 10 giorni (Colong. 27,3°; frazione illuminata 69,4%). Dopo essere sorta alle 14:25, culminerà in meridiano alle 19:59 a un'altezza di +36°, rendendosi visibile per tutta la serata fino al suo tramonto, previsto per le primissime ore della notte seguente.

Iniziamo da Fra Mauro: si tratta di una grande struttura crateriforme di 99 km di diametro, la cui origine viene ricondotta al Periodo Geologico Pre Nectariano (da 4,5 a 3,9 miliardi di anni fa). La cerchia delle pareti intorno al cratere raggiunge un'altezza di circa 800 metri risultando pertanto poco in evidenza oltre che abbastanza danneggiata e irregolare. Infatti a sud confina direttamente con i crateri Bonpland (61 km) e Parry (49 km) mentre il lato rivolto a est, costituito da pareti estremamente irregolari, è interrotto da una vasta apertura che pone Fra Mauro in diretta comunicazione col settore settentrionale del mare Nubium. A ovest e a nord una zona di modesti rilievi collinari delimita questa grande struttura crateriforme dal settore orientale del mare Cognitum.

Il fondo di questo cratere è una vastissima distesa pianeggiante completamente priva di rilievi, ad eccezione di alcune basse colline, mentre sono innumerevoli i crateri che potranno essere oggetto di dettagliate osservazioni anche a elevati ingrandimenti, tra cui Fra Mauro-E,F,N,P con diametro di 3/4 km oltre a molti altri con diametri inferiori.

I Nomi

Cratere Kepler: denominazione assegnata da Riccioli nel 1651 e dedicata all'astronomo e matematico tedesco Johannes Kepler (1571-1630). Pubblicò nel 1609 i risultati dei calcoli di Tycho Brahe riguardo l'orbita di Marte. Dopo avere enunciato la prima e la seconda delle leggi sul moto dei pianeti, in Armonia del mondo del 1619 enunciò la terza legge. Nel 1604 osservò una supernova oltre a prevedere i tempi di transito di Mercurio e Venere sul disco del Sole. Famoso per le "Leggi di Keplero".

Cratere Bessarion: nome assegnato nel 1651 da Riccioli dedicato all'ecclesiastico greco di Trebisonda Giovanni Bessarione (1403-1472), ebbe un ruolo di primo piano nel concilio di Ferrara per l'unione delle chiese greca e latina.

Cratere Encke: Madler ne assegnò il nome nel 1837 dedicandolo all'astronomo tedesco Johann Franz Encke (1791-1865). Fu direttore dell'Osservatorio di Berlino, perfezionò i metodi di calcolo delle orbite dei corpi celesti e condusse importanti ricerche sull'orbita della cometa scoperta nel 1818 da Pons, la quale poi prese il suo nome.

Cratere Maestlin: nome dedicato al matematico e astronomo tedesco Michael Maestlin o Mostlin (1550-1631), fu seguace di Copernico e maestro di Keplero all'Università di Tubinga. Osservò la nova del 1572.

I Nomi e i riferimenti storici

Cratere Fra Mauro: denominazione assegnata da Madler nel 1837 e dedicata al cosmografo veneziano Fra Mauro morto nel 1459, autore di un mappamondo conservato a Venezia nella Biblioteca Marciana. Un altro esemplare del 1457/59 realizzato per Alfonso V di Portogallo andò perduto.

Bonpland: nome assegnato da Madler nel 1837 e dedicato al botanico, naturalista ed esploratore francese Aimè Goujaud, noto come Bonpland (1773-1858).

Parry: nome assegnato da Madler nel 1837 e dedicato all’ammiraglio, astronomo ed esploratore inglese, William Edward Parry (1790-1855).