Coelum Astronomia 226 - 2018 - Page 99

La gravità del pianeta è invece un parametro in grado di modellare (e mettere dei “paletti”) alla “forma” e alle dimensioni di un essere vivente. Un mondo simile alla Terra, ad esempio, non è in grado di produrre forme di vita più grandi di 100 metri circa, per via del peso che una tale creatura avrebbe. Un mondo ad

alta gravità tenderebbe ad agevolare l’evoluzione di esseri viventi bassi, tozzi e massicci, mentre uno a bassa gravità (come una piccola luna) permetterebbe l’evoluzione di esseri più alti, esili e sottili o addirittura sospesi o fluttuanti.

Oltre alla gravità, anche la radiazione proveniente dalla stella ospite è un parametro in grado di influenzare molto la morfologia, ad esempio, di organismi fotosintetici, come le piante.

Lo spettro stellare è caratterizzato da un ventaglio di differenti lunghezze d'onda e quindi differenti livelli energetici (maggiore è la lunghezza d'onda e minore è l’energia). La radiazione su cui si concentra la fotosintesi, la cosiddetta “PAR” o Radiazione Fotosintetica Attiva, sulla Terra va da 350 a 780 nm, ed è ottimizzata per operare laddove la nostra stella, il Sole (una stella di tipo G2, con una temperatura di 5.770 °C), ha il picco di emissione.

Per quanto riguarda il colore, esseri vegetali o batteri che si fossero evoluti su pianeti orbitanti attorno a stelle di tipo F, più calde del Sole, avrebbero potuto sviluppare degli accorgimenti per proteggersi dall'eccesso di radiazione energetica, producendo, per esempio, antociani, ossia pigmenti che conferiscono una tipica colorazione blu. Oppure potrebbero essersi adattati a metabolizzare una radiazione più energetica.

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opportunamente anche il diametro del forellino. L’ultima delle immagini è la somma di un centinaio di scatti poi sovrapposti allo scopo di aumentare la visibilità dei “mari” della Luna.

risultanti sono stati di 1 secondo per la distanza di 25 mm e 60 secondi per la distanza di 1.600 mm.

Il risultato è presentato nella Foto 9: qui è evidente sia l’effetto dell’ingrandimento, sia l’effetto della maggiore risoluzione angolare man mano che la distanza tra il foro e il sensore aumenta, come già detto però aumentando opportunamente anche il diametro del forellino. L’ultima delle immagini è la somma di un centinaio di scatti poi sovrapposti allo scopo di aumentare la visibilità dei “mari” della Luna.

Sotto. Rappresentazione artistica di quella che si presenterebbe come una struttura innestata gerarchica composta di cellule via via sempre più complesse e che concorrono al bene comune dell'intero organismo (illustrazione di GPNoi).