Coelum Astronomia 226 - 2018 - Page 93

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La IAU propone un cambio di nome

di Marco Malaspina – Media INAF

L’equazione è di quelle brevissime, appena tre termini, come si addice alle più eleganti tra le rappresentazioni matematiche della Natura. La legge di Hubble stabilisce la proporzionalità tra redshift e distanza di una galassia:

v = cz = H0D

dove v = cz è il redshift moltiplicato per la velocità della luce ed è dunque espresso come una velocità in km/s, H0 è il valore attuale della costante di Hubble e D è la distanza della galassia.

Questa legge empirica è una conseguenza dell’espansione dell’universo, ma va precisato che la proporzionalità tra redshift e distanza vale solo per distanze non troppo grandi (la forma esatta della relazione fra distanza e redshift dipende infatti dal valore dei parametri cosmologici).

Presto questa legge potrebbe cambiare nome e diventare “Legge di Hubble-Lemaître”, in onore del fisico e astronomo belga che per primo la formulò: Georges Lemaître.

La proposta, da tempo nell’aria, è del comitato esecutivo della IAU, l’Unione Astronomica Internazionale. Gli stessi che hanno il potere di dare i nomi alle stelle, per intenderci. Gli stessi che, nel 2006, sancirono che Plutone non è più un pianeta. E proprio i malumori che fecero seguito a quella storica risoluzione li hanno ora indotti a procedere con cautela: la risoluzione sulla Legge di Hubble-Lemaître, pur approvata dai circa 3.000 iscritti all’IAU presenti a Vienna in chiusura dell’ultima Assemblea Generale, per diventare effettiva dovrà superare il voto – questa volta elettronico – di tutti i circa diecimila membri dell’Unione. Per la decisione definitiva occorre aspettare ancora tre mesi.

Per approfondire - Leggi la risoluzione “on a suggested renaming of the Hubble Law” dell’International Astronomical Union

Sopra. Un’immagine dei votanti alla cerimonia di chiusura della XXX Assemblea Generale della IAU, tenutasi il 30 agosto 2018 a Vienna, in Austria. Crediti: IAU/M. Zamani

L’equazione è di quelle brevissime, appena tre termini, come si addice alle più eleganti tra le rappresentazioni matematiche della Natura: v = H0 D. Ciò che descrive è uno fra i tratti caratteristici del nostro universo: la velocità della sua espansione. E ciò che implica – descrivendo, appunto, un universo in espansione – è nientemeno che il Big Bang. Un’equazione fondamentale, dunque, conosciuta fino a oggi come Legge di Hubble. Ma presto potrebbe cambiare nome e diventare “Legge di Hubble-Lemaître”, in onore del fisico e astronomo belga che per primo la formulò: Georges Lemaître.

La proposta, da tempo nell’aria, è del comitato esecutivo della IAU, l’Unione Astronomica Internazionale. Gli stessi che hanno il potere di dare i nomi alle stelle, per intenderci. Gli stessi che, nel 2006, sancirono che Plutone non è più un pianeta. E proprio i malumori che fecero seguito a quella storica risoluzione li hanno ora indotti a procedere con cautela: la risoluzione sulla Legge di Hubble-Lemaître, pur approvata dai circa 3.000 iscritti all’IAU presenti a Vienna in chiusura dell’ultima Assemblea Generale, per diventare effettiva dovrà superare il voto – questa volta elettronico – di tutti i circa diecimila membri dell’Unione. Per la decisione definitiva occorre aspettare ancora tre mesi.

Per approfondire - Leggi la risoluzione “on a suggested renaming of the Hubble Law” dell’International Astronomical Union