Coelum Astronomia 226 - 2018 - Page 88

Coelum Astronomia

88

In fondo Opportunity ha già superato di 60 volte la sua vita operativa, quella che gli era stata assegnata come missione primaria (90 giorni), percorrendo quasi 50 volte quella che doveva essere la sua massima distanza (meno di un km) e non è privo di acciacchi.

Il rover ha perso l’uso dello sterzo della ruota anteriore destra nel 2005 e di quella sinistra nel 2017; da tempo la sua memoria flash da 256 megabyte non funziona più e nessuno sa in quali condizioni potrebbe trovarsi ora. L’impatto con la tempesta potrebbe aver causato una riduzione della produzione di energia, un peggioramento delle prestazioni della batteria o altri danni imprevisti che potrebbero rendere difficile il completo ritorno online.

«Dopo 45 giorni, se non avremo ricevuto alcuna risposta – ha dichiarato John Callas, project manager di Opportunity presso il JPL – dovremo concludere che l’oscuramento del Sole prodotto dalla polvere e il freddo marziano hanno cospirato nel causare un tipo di guasto dal quale il rover probabilmente non sarà in grado di riprendersi».

A quel punto la decisione sul da farsi spetterà ai vertici della NASA. Il piano del team prevede comunque di lasciare a Opportunity qualche ulteriore possibilità.

Ad esempio, nell’improbabile caso che ci sia una grande quantità di polvere sui pannelli solari che ne impedisce il funzionamento, continueremo gli sforzi di ascolto passivo per diversi mesi. Almeno fino al gennaio 2019, si è poi saputo.

«È un buon piano! – ha commentato in un’intervista per la Planetary Society, Steve Squyres, principal investigator della missione Mars Exploration Rover – “ascolto attivo” significa provare a inviare comandi al rover, il che richiede molto lavoro. Probabilmente non è nemmeno necessario, dal momento che il rover dovrebbe essere semplicemente in grado di “svegliarsi” e iniziare a parlare con noi da solo, se e quando avrà sufficiente energia. […] Quindi prevedere un periodo abbastanza breve di ascolto attivo, per tener conto di tutte le possibilità, seguito da un ascolto passivo a lungo termine è una scelta sensata».

La salvezza potrebbe venire dal vento

Se Opportunity non ha subito danni irreparabili nei mesi scorsi, l’acquietarsi della tempesta potrebbe non procurargli grandi vantaggi, ma anzi essere la causa definitiva della sua fine. Infatti quella stessa polvere che dispersa nell’atmosfera oscurava il Sole, sta ora ricadendo al suolo e, quindi, anche sul pannelli che potrebbero continuare a subirne i dannosi effetti. In quel caso, una sola speranza potrebbe salvare il rover: l’azione dei venti e dei dust devil che nell’autunno marziano si manifestano con regolarità.

Sono stati proprio i due MER (Mars Exploration Rover) che ne hanno scoperto gli effetti già nel 2004, quando i tecnici hanno riscontrato inspiegabili incrementi della carica delle batterie, poi ricondotti all’ “azione pulente” di questi fenomeni.

Il periodo in cui potrebbero agire, in termini terrestri, si colloca tra novembre e gennaio. Purtroppo negli stessi mesi, per effetto del finire dell’estate marziana, diminuirà l’esposizione di Opportunity alla luce solare e le temperature cominceranno ad abbassarsi in modo significativo. Se il rover non riuscisse a ricaricare le batterie

Per Approfondire

Consulta il sito web AstronautiNEWS.it e seguici per gli aggiornamenti su coelum.com.