Coelum Astronomia 226 - 2018 - Page 85

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Dallo scorso fine maggio, una gigantesca tempesta di sabbia ha via via oscurato i cieli su gran parte di Marte. Questa tempesta globale ha reso difficile la vita ai rover in attività sul Pianeta Rosso e in particolare al più anziano Opportunity, che “vive” solo grazie ai pannelli solari necessari alla ricarica delle sue batterie. Nel pieno della tempesta si sono quindi interrotti i contatti con il rover e non è stato ancora possibile ristabilirli.

La NASA, nel momento in cui l’opacità della tempesta in esaurimento è stata tale da consentire (almeno sulla carta) una ripresa del rover, ha iniziato una campagna intensiva della durata di 45 giorni per ripristinare i contatti con Opportunity, nella speranza di ottenere un segnale, ben consapevole che i tempi di risposta potrebbero essere comunque lunghi, anche nel migliore dei casi.

Qual è il destino di Opportunity, in attività su Marte da ben 14 anni?

Opportunity nella tempesta

La tempesta, avvistata per la prima volta il 30 maggio, anche se non paragonabile per l’intensità dei venti ad analoghi fenomeni terrestri (l’atmosfera di Marte è estremamente rarefatta), è stata comunque la più intensa ed estesa mai registrata da quando è iniziata l’esplorazione del Pianeta Rosso e ha avuto l’effetto di sollevare dense nubi di polvere che hanno reso l’atmosfera scarsamente penetrabile dalla luce solare. L’indice di opacità, misurato in “tau”, che in condizioni normali si aggira sui 0,5 ha raggiunto, secondo le ultime rilevazioni effettuate da Opportunity, il livello record di 10,8: quasi il doppio di quello registrato durante le grandi tempeste del 2007.