Coelum Astronomia 226 - 2018 - Page 76

Coelum Astronomia

76

sbalorditivi, i veri mostri... Guardare lontano nello spazio e nel tempo ha infatti spesso riservato agli studiosi le sorprese più inaspettate. E non è stato da meno il caso della galassia denominata COSMOS-AzTEC-1, oggetto di osservazione da parte di un team di astronomi giapponesi, guidati da Ken-ichi Tadaki dell’Osservatorio Nazionale del Giappone (Tokyo, Giappone). La galassia, chiamata più brevemente AzTEC-1, è risultata essere un vero mostro, sotto molteplici punti di vista, e un affascinante oggetto di studio, i cui risultati sono stati presentati lo scorso 29 agosto su Nature.

Cosmos-Aztec-1 fu scoperta nel 2007 con il James Clerk Maxwell Telescope, nelle Hawaii, ma è solo grazie alle recenti osservazioni condotte con il potente radiotelescopio ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array), dell’ESO, situato a 5.000 metri di quota nel deserto dell’Atacama, in Cile, che è stato possibile osservare questa particolare galassia primordiale con ricchezza di dettaglio.

Questo mostro cosmico presenta un redshift (lo spostamento delle righe spettrali verso il rosso) pari a z = 4,3, parametro che, basandosi sui più recenti parametri cosmologici offerti dalle osservazioni del satellite Planck, pone l’oggetto a ben 12,4 miliardi di anni luce di distanza, ai primordi dell’Universo, e che ci permette di studiare lo stato dell’evoluzione galattica a meno di un miliardo e mezzo di anni dopo il Big Bang.

Sfruttando tutta la sensibilità e l’alta risoluzione offerta dalla configurazione più estesa delle antenne di ALMA, quella con baseline di 16 chilometri, il team ha potuto osservare gli straordinari dettagli della galassia primordiale, riuscendo a risolvere oggetti con una risoluzione lineare di circa 550 parsec.

Sotto. Alcune delle antenne dell’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), sul Chajnantor Plateau nelle Ande in Cile. Nel cielo si riconoscono la Grande e la Piccola Nube di Magellano, due galassie associate alla nostra Via Lattea, che appaiono come chiazze luminose nel firmamento, al centro della fotografia. Crediti: ESO/C. Malin