Coelum Astronomia 226 - 2018 - Page 71

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A destra. Il modulo MMO, della JAXA, presso il centro di test dell’ESA. Crediti: ESA.

Sotto. Un’immagine dell’MPO di BepiColombo, ispezionato presso lo spazioporto europeo a Kourou in Guyana Francese. Crediti: ESA/CNES/Arianespace/Optique vidéo du CSG – G.Barbaste

A parte le sfide meccaniche, è stato necessario uno sforzo anche per il coordinamento dei diversi team di scienziati e ingegneri di tutta Europa impegnati nella gestione dei numerosi strumenti scientifici dell'MPO e per soddisfare le varie esigenze tecniche, spesso in conflitto tra loro.

Ma non solo, si è dovuto fronteggiare anche lo sviluppo di nuove soluzioni di design. Ad esempio, un normale veicolo spaziale è dotato di uno strato composto di coperture termiche tutt'intorno, per proteggerlo dall'ambiente spaziale. L'MPO invece ha ben tre strati accuratamente progettati per sovrapporsi l'uno sull'altro, composti in parte da materiali sviluppati ad hoc e in grado di resistere a temperature fino a 400 °C.