Coelum Astronomia 226 - 2018 - Page 68

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"BepiColombo": la scelta del nome

A sinistra. Una foto che ritrae Giuseppe Colombo (1920-1984), professore Ordinario di Meccanica Applicata presso la facoltà di Ingegneria di Padova; durante la sua carriera, tiene lezioni di Meccanica Celeste, Geodesia Spaziale, Meccanica delle Vibrazioni e Veicoli e Vettori Spaziali. Oltre all’impegno universitario partecipa a ricerche presso l’Harvard Smithsonian Center for Astrophysics, il Caltech e il Jet Propulsion Laboratory, diventando consulente presso i maggiori centri spaziali degli Stati Uniti e membro di varie commissioni consultive di accademie nazionali e internazionali.

È proprio in onore di Giuseppe Colombo che l'Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha deciso di nominarne la sua prima missione spaziale verso Mercurio (nel Nordest italiano "Bepi" è infatti l'abbreviazione veneta di Giuseppe). La missione è stata sviluppata in collaborazione con l'Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA) e si compone di due distinti veicoli spaziali, uno fornito dalla JAXA e uno fornito dall'ESA, ciascuno con uno specifico programma di missione.

L'ESA ha anche costruito il Mercury Transfer Module (MTM), che avrà il compito di trasportare i due orbiter (le sonde che si posizioneranno nell'orbita del pianeta) dalla Terra a Mercurio. All'arrivo, il modulo di trasferimento si separerà e i due orbiter entreranno in azione.

L'orbiter europeo, chiamato MPO

(Mercury Planetary Orbiter), trasporta 11 payload scientifici che avranno il compito di indagare nel dettaglio sul campo gravitazionale di Mercurio, di mettere alla prova la teoria della relatività generale di Einstein a un maggiore livello di precisione rispetto a quanto sia mai stato fatto, e di rilevare la topografia e la morfologia superficiale di Mercurio. Gli strumenti includono il Mercury Gamma-ray and Neutron Spectrometer

Crediti: ESA/ATG Medialab/Coelum Astronomia