Coelum Astronomia 226 - 2018 - Page 65

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giorni terrestri, confermato da tutte le osservazioni successive.

Si pensava che Mercurio volgesse sempre la stessa faccia al Sole, come fa la Luna con la Terra. Nel 1965 misure radar fatte ad Arecibo da R. B. Dyce e G. H. Pettengill stabilirono che la rotazione era di 59±5 giorni in senso diretto. Nel 1966, sull’Astrophysical Journal, comparve un articolo di Giuseppe Colombo e I. I. Shapiro in cui si analizzava perché il periodo di rotazione fosse di 59 giorni e si ipotizzava che il valore esatto fosse i due terzi del periodo di rivoluzione. Questa ipotesi fu confermata dal Mariner 10.

Il giorno solare di Mercurio, cioè l’intervallo di tempo fra due passaggi consecutivi del Sole sullo stesso meridiano, è pari a 176 giorni terrestri, il più lungo fra quelli misurati tra i pianeti del Sistema Solare. Si noti come il giorno solare di Mercurio sia maggiore del suo anno siderale, una particolarità unica tra i pianeti.

Sopra. Un’interessante conseguenza del rapporto 2/3 è che, mentre sulla Terra il giorno solare e il giorno siderale sono quasi uguali, su Mercurio il giorno solare (cioè l’intervallo di tempo fra due passaggi consecutivi del Sole sullo stesso meridiano) è pari a 176 giorni terrestri, il più lungo fra tutti i pianeti del Sistema Solare, quello siderale è invece di circa 58,65 giorni. Mercurio è anche l’unico pianeta del Sistema solare in cui la durata del giorno solare è superiore alla durata dell’anno. L’illustrazione mostra la scena a cui assisterebbe un ipotetico abitante di Mercurio nel seguire il percorso del Sole durante il giorno. La nostra stella sorge a est e avanza lentissimamente nel cielo (circa tre volte più lento del moto sidereo delle stelle) aumentando sempre più il diametro apparente; nei pressi del meridiano il moto rallenta ancora fino a cessare del tutto; poi il Sole si produce in una doppia inversione e riprende il cammino per tuffarsi verso l’orizzonte, che raggiungerà 88 giorni dopo, tornando alle dimensioni originali.