Coelum Astronomia 226 - 2018 - Page 62

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gravitazionale del Sole, che tende ad accelerare qualsiasi veicolo spaziale che si voglia avvicinare a Mercurio, richiedendo quindi una grande quantità di carburante per rallentare ed eseguire le manovre necessarie all'inserimento in orbita – a tutti gli effetti, andare su Mercurio richiede più carburante che andare su Plutone!

Pur riuscendo a stabilizzare la navicella in orbita attorno a Mercurio, a quel punto si rende necessario fronteggiare l'intollerabile calore proveniente dal Sole (circa 10 volte maggiore del flusso termico per unità di superficie riscontrabile in orbita attorno alla Terra).

Questo ha naturalmente conseguenze anche sulla temperatura superficiale del pianeta, che nel caso di Mercurio, può superare i 400 °C, senza trascurare il fatto che, a seconda dell'altitudine a cui la navicella spaziale orbita, Mercurio può ulteriormente riflettere ed emettere tanto calore quanto il Sole stesso.

Le regioni interne del Sistema Solare non sono certo il luogo dove dirigersi se non si è più che sicuri della robustezza del proprio progetto.

Sotto. Questa immagine mostra la regione polare nord di Mercurio: i colori mostrano la temperatura superficiale, che varia da più di 400 K (rosso) a 50 K (viola). All’equatore le temperature possono raggiungere anche i 700 K.

Come previsto per il pianeta più interno del Sistema Solare, le aree della superficie di Mercurio che sono illuminate dal Sole raggiungono alte temperature, e quindi gran parte di questa immagine è colorata in rosso. Al contrario, alcuni crateri vicino ai poli di Mercurio hanno regioni che rimangono permanentemente in ombra e in queste regioni anche le temperature massime possono essere estremamente basse. Le rilevazioni di MESSENGER e le osservazioni da Terra indicano che in questi freddi crateri sono presenti depositi di ghiaccio d'acqua. Crediti: NASA/JHUAPL.