Coelum Astronomia 226 - 2018 - Page 61

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Con temperature torride che raggiungono i 400 °C di giorno e un gelido -170 °C di notte, Mercurio non è un posto per sprovveduti! Ciò nonostante, questo non ha impedito a un consorzio congiunto europeo e giapponese di progettare uno dei veicoli spaziali più robusti mai realizzati per sfidare queste condizioni estreme e guardare da vicino il "pianeta di ferro". Il suo nome è BepiColombo, e la missione è ormai pronta per il lancio: impiegherà quattro anni di Mercurio nel tentativo di svelare i segreti di questo pianeta davvero unico.

Mercurio, il più piccolo e più interno dei pianeti del Sistema Solare, vive il paradosso di essere uno dei pianeti più vicini alla Terra e, tuttavia, uno dei meno conosciuti – degli otto pianeti del Sistema Solare, solo i remoti Urano e Nettuno sono stati meno esplorati.

Questo fatto non è dovuto alla mancanza di interesse, dal momento che il "pianeta di ferro" presenta alcune caratteristiche davvero uniche e decisamente intriganti: è il secondo pianeta più denso nel Sistema Solare dopo la Terra e l'unico altro pianeta interno, oltre al nostro, ad avere un campo magnetico significativo. Quest’ultimo è un parametro chiave per consentire alla vita di impadronirsi di un pianeta, poiché senza la schermatura offerta da un campo magnetico anche la Terra avrebbe ricevuto una dose significativa di radiazioni pericolose dal Sole, creando quindi condizioni difficili per lo sviluppo di vita biologica e persistente.

In più, nonostante la sua modesta gravità, Mercurio presenta anche un'atmosfera, seppur molto tenue, che viene costantemente rifornita, con modalità ancora da chiarire, e i suoi crateri possono contenere più ghiaccio di quelli lunari.

Non sorprende dunque che ci sia un grande interesse nell'esplorazione scientifica di questo pianeta. Tuttavia, riuscire a portare una sonda in orbita attorno a Mercurio nasconde numerose insidie tecniche. In primo luogo l'attrazione