Coelum Astronomia 226 - 2018 - Page 55

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Sopra a sinistra. Una rappresentazione artistica dei piccoli rover MINERVA-II. Diversamente a quanto siamo abituati a vedere nel caso dei rover marziani, ad esempio, i MINERVA-II non sono dotati di ruote. La bassa gravità dell’asteroide Ryugu consente infatti ai piccoli esploratori di spostarsi compiendo dei balzi, senza la necessità di ruote o dispositivi simili per il loro movimento. Crediti: JAXA. A destra. Immagine catturata dal rover MINERVA-1A lo scorso 22 settembre alle ore 04:44 circa (ora italiana). Crediti: JAXA.

stabilirà autonomamente, usando le indicazioni del LIDAR, il raggiungimento della distanza ottimale, che in questo caso è di 55 metri dalla superficie di Ryugu.

I tre MINERVA-II hanno un’architettura molto simile. L’armatura esterna è completamente ricoperta da pannelli solari, che dovrebbero essere in grado di erogare una potenza di circa 2 W. I rover non hanno ruote, ma si muoveranno sulla superficie dell’asteroide saltando, sfruttando un meccanismo rotante: nella microgravità di Ryugu, il contraccolpo dovuto alla resistenza opposta dal suolo al moto di rotazione del meccanismo interno sarà sufficiente a scagliare i rover a diversi metri di distanza.

Come strumentazione, i MINERVA-II sono dotati di una fotocamera grandangolare che consentirà di fornire viste prospettiche particolarmente interessanti delle regioni riprese durante le fasi di salto. Per le riprese da fermo, invece, i rover dispongono di altre due fotocamere, montate in modo da produrre immagini stereo delle porzioni di suolo osservate. A causa dei vincoli di massa e di memoria le immagini prodotte saranno in formato piuttosto ridotto rispetto agli standard a cui siamo abituati: VGA (cioè 640×480 pixel) per i rover II-1A e II-1B e SXGA(1280×1024 pixel) per la Omni-Vision OV-9630 del rover II-2.

I rover sono inoltre dotati di termometri, che consentiranno di misurare, per esempio, le differenze di temperatura tra il terreno illuminato dal Sole e quello al riparo della loro ombra.

I MINERVA-II dispongono inoltre di vari fotodiodi, che hanno lo scopo di registrare la radiazione solare incidente.

Completano la strumentazione accelerometri, giroscopi e potenziometri, questi ultimi utilizzati per misurare le differenze di potenziale tra due punti di contatto.

Il piano della missione prevede che i tre rover siano sganciati verso l’asteroide più o meno tra ottobre e novembre 2018. Uno degli elementi più interessanti di tutta la missione Hayabusa2 sarà proprio scoprire come se la caveranno i tre piccoli “saltatori”, una volta liberi di scorrazzare sull’antichissima e irregolare superficie di Ryugu.