Coelum Astronomia 226 - 2018 - Page 48

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sarà facile identificare e separare l’elemento contaminante dalle particelle di origine extraterrestre (è alquanto improbabile che la superficie di un asteroide di tipo C contenga tantalio).

L’impatto del proiettile, che avverrà a circa 300 m/s contro la superficie dell’asteroide, creerà una nuvola di particelle che si solleverà da Ryugu e, di rimbalzo in rimbalzo, risalirà l’interno del corno campionatore fino all’imboccatura superiore, dove si trova il contenitore per la raccolta dei campioni (a sua volta diviso in tre scompartimenti), che può ospitare approssimativamente 10 grammi di materiale. Ma per gli scopi scientifici della missione è considerata già sufficiente una massa totale di appena 100 milligrammi.

Il momento cruciale dell’atterraggio coincide proprio con lo sparo del proiettile: Hayabusa2 dovrà infatti combattere contro le forze laterali che possono compromettere l’assetto della sonda. Dovrà essere dunque tutto perfettamente sincronizzato: touch down, sparo, acquisizione dei campioni di materiale, ripartenza immediata!

Dopo la chiusura delle tre camere del contenitore, un apposito meccanismo spingerà il cilindro di raccolta dei campioni all’interno della capsula che sarà paracadutata sulla Terra nel 2020. All’interno della capsula il cilindro sarà quindi sigillato, in modo da essere impermeabile alla pressione dell’atmosfera terrestre, preservando intatto e incontaminato il suo prezioso carico, comprese le eventuali sostanze volatili.

Sulla faccia del cilindro rivolta verso l’esterno della capsula è installata una sorta di spioncino in vetro di zaffiro, che consentirà di monitorare lo stato dei campioni e la presenza di eventuali contaminazioni.