Coelum Astronomia 226 - 2018 - Page 44

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producendo un cratere del diametro previsto di 4 metri.

Poiché, come abbiamo detto, durante questi eventi la sonda sarà nascosta dietro l’asteroide, sarà necessario sganciare un ulteriore dispositivo automatico per catturare le immagini della generazione del cratere. Tale dispositivo si chiama DCAM3 (Deployable Camera 3) ed è dotato di due fotocamere indipendenti, una digitale e l’altra analogica. La fotocamera digitale, DCAM3-D, è dotata di un sensore CMOS con una risoluzione di 2.000 × 2.000 pixel e produce immagini monocromatiche a 8 bit, mentre quella analogica, DCAM3-A, avrà il compito di registrare un flusso video a bassa risoluzione. Le due fotocamere sono collegate ciascuna a una propria antenna, così da poter inviare ad Hayabusa2 il flusso di immagini e video in modo indipendente, per essere poi finalmente trasmesso a Terra dalla sonda.

Questa “fase preparatoria” già risulta essere molto articolata e complessa, basata sul buon funzionamento di numerosi sistemi automatici che devono funzionare all’unisono in modo impeccabile… ma questo ancora è niente!

Come scendere in automatico su Ryugu, a 300 milioni di km dalla Terra

Lo schema illustra le fasi finali della manovra di atterraggio di Hayabusa2 su Ryugu.

A questo punto sulla superficie di Ryugu ci sarà un cratere tutto nuovo, contenente al centro materiale mai esposto prima allo spazio e perciò di sommo interesse per la scienza. Toccherà ora ad Hayabusa2 fare il passo successivo, il più difficile di tutti: scendere all’interno del cratere, toccare la superficie di Ryugu per un breve istante, prelevare campioni di suolo con un apposito braccio montato sul pannello inferiore della sonda, accendere i razzi e ripartire immediatamente, prima che una qualsiasi spinta laterale possa farla coricare su un lato, compromettendo il successo della missione. Ma scendere su un corpo dalla superficie irregolare trovandosi a milioni di km dalla Terra è un compito davvero difficile.

Il progetto della missione prevede che Hayabusa2 lo completi in due fasi, una controllata da Terra e un’altra –  quella finale  –  eseguita completamente in automatico.