Coelum Astronomia 226 - 2018 - Page 37

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virtù di tali caratteristiche, gli Apollo intersecano necessariamente in qualche punto l’orbita della Terra e può accadere, nel tempo, che l’attraversamento avvenga in un punto pericolosamente vicino alla posizione del nostro pianeta.

Ryugu è inoltre un NEO, ossia un Near Earth Object, cioè un oggetto vicino alla Terra e un PHA. Tra i NEO sono indicati come PHA (Potentially Hazardous Asteroids, asteroidi potenzialmente pericolosi) quelli con un diametro maggiore di 140 metri, la cui distanza minima d’intersezione con l’orbita della Terra è minore di 0,05 AU, cioè 19,5 volte la distanza media della Luna.

L’insieme di queste caratteristiche orbitali lo hanno reso il candidato migliore per la missione Hayabusa2: il compito della sonda giapponese non consiste, infatti, solo nello studiare l’asteroide da vicino. Essa dovrà anche prelevare campioni di materiale dalla sua superficie e riportarli sulla Terra intorno al 2020. Tutto ciò attraverso una complessa serie di procedure automatizzate.

Ryugu: l’origine del nome

Ryūgū-jō è il palazzo sottomarino del dio drago del mare in una fiaba popolare giapponese che racconta la storia del pescatore Urashima Tarō. Per aver salvato una tartaruga marina, Urashima fu portato nel castello sommerso Ryugu, dove visse tre anni insieme alla principessa Otohime, ma alla fine, preso dalla nostalgia, desiderò tornare in superficie. Otohime cercò di dissuaderlo, ma, visto che Urashima era deciso a ripartire, acconsentì, regalandogli però un tamatebako, uno scrigno prezioso, con la promessa che Urashima non lo avrebbe mai aperto. Quando il pescatore ritornò in superficie, scoprì che tutto era cambiato: non erano passati solo tre anni, ma centinaia... Preso dallo sconforto, ruppe la promessa e aprì lo scrigno. Ne uscì una nube che immediatamente lo avvolse, trasformandolo in un vecchio pluricentenario: dentro lo scrigno c’era infatti la sua vera età.

La storia di Urashima Tarō si presta bene a simboleggiare la missione di Hayabusa2: l’asteroide Ryugu è come il castello sottomarino che contiene un tesoro antico, che la sonda dovrà riportare sulla Terra, sigillato in una specie di capsula del tempo.

Anche il logo della missione (che potete vedere nell’articolo a pagina 33) riprende alcuni motivi della fiaba: il colore vermiglio, all’esterno, simboleggia il palazzo sottomarino Ryūgū; il viola, più all’interno, rappresenta i nobili che vivevano nel palazzo e la principessa Otohime; il pennacchio azzurro, al centro, simboleggia infine il vestito di piume della principessa, ma anche la luce azzurrina dei motori ionici di Hayabusa2.

Sotto. Urashima Tarō trasportato dalla tartaruga che ha salvato, in una stampa dell’800.