Coelum Astronomia 226 - 2018 - Page 36

Coelum Astronomia

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Ciò che sappiamo – per ora – di Ryugu

Ryugu fu scoperto nel 1999 dalla survey LINEAR (Lincoln Near-Earth Asteroid Research) e gli fu assegnato il nome provvisorio 1999 JU3. Divenne ufficialmente Ryugu, o meglio 162173 Ryugu, ai primi di ottobre del 2015. Il nome, proposto dalla JAXA, venne poi approvato ufficialmente dall’Unione Astronomica Internazionale (IAU).

I dati telescopici, confermati dalle prime osservazioni ravvicinate di Hayabusa2, indicano che Ryugu ha un diametro massimo di circa 900 metri. La superficie è scurissima: combinando le osservazioni nel visibile con quelle nell’infrarosso, è stato determinato che l’albedo, cioè la capacità di riflettere la luce incidente, è di appena 0,05. In pratica, solo il 5% della luce che colpisce l’asteroide viene riflessa, facendone un corpo pressoché nero, il che è in linea con la presunta composizione carboniosa.

Ryugu ha un moto di rotazione retrogrado: ruota cioè in senso orario, ovvero in direzione opposta rispetto al Sole e alla Terra. L’analisi delle curve di luce ha rivelato che il periodo di rotazione è di 7 ore e 38 minuti.

I dati più interessanti, ai fini della missione Hayabusa2, riguardano l’orbita dell’asteroide.

Ryugu percorre in poco meno di 474 giorni un’orbita relativamente eccentrica (e = 0,19), con il perielio a 0,963 UA dal Sole e l’afelio a 1,189 UA. L’inclinazione sul piano dell’eclittica è modesta: 5,883°.

Considerati tali valori, Ryugu è classificato come un asteroide Apollo, appartiene cioè a quel gruppo di asteroidi che orbitano intorno al Sole a una distanza media un po’ maggiore di quella della Terra, ma con il perielio che si trova più vicino al Sole dell’afelio dell’orbita terrestre. In

Sotto. Le orbite di Ryugu e della Terra intorno al Sole si intersecano. Attualmente Ryugu dista 0,99 unità astronomiche dal Sole, cioè quasi esattamente quanto la Terra, ma il nostro pianeta e l’asteroide si trovano in punti pressoché opposti delle rispettive orbite Crediti: NASA/JPL