Coelum Astronomia 226 - 2018 - Page 35

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risultato di un’evoluzione complessa, nel corso

della quale i materiali originari si sono fusi e sono

stati alterati in modo significativo da processi fisici e chimici. A causa di questo lungo processo di differenziazione non è possibile ricavare informazioni sulle condizioni della materia nelle fasi iniziali di aggregazione del pianeta.

Comete e asteroidi sono invece come macchine del tempo: conservano pressoché intatte le tracce della condizioni esistenti all’epoca della loro formazione. L’esplorazione di questi corpi primitivi è dunque essenziale per ottenere dati di prima mano sulla formazione del Sistema Solare.

Gli asteroidi non sono però tutti uguali. In base alla loro composizione possono essere divisi in classi e sottoclassi. Mentre la prima sonda Hayabusa ha raccolto e restituito campioni di un asteroide di Tipo S, Itokawa, di composizione rocciosa, la seconda missione Hayabusa è diretta verso un asteroide di Tipo C, di composizione prevalentemente carboniosa: Ryugu appunto.

Asteroidi di Tipo S e di Tipo C a confronto

Gli asteroidi di Tipo S forniscono indizi utili per comprendere la storia evolutiva dei pianeti rocciosi come Marte e la Terra, mentre gli asteroidi di Tipo C sono importanti nell’ambito della ricerca sull’origine della vita. Contengono infatti – come suggeriscono le osservazioni spettroscopiche e le analisi dei meteoriti appartenenti al tipo delle condriti carbonacee  –  una quantità notevole di composti organici e di idrati (cioè minerali contenenti acqua): gli impatti con asteroidi di tipo C potrebbero perciò aver contribuito in passato ad arricchire la crosta terrestre di acqua e di sostanze organiche.

Itokawa e Ryugu a confronto