Coelum Astronomia 226 - 2018 - Page 23

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TESS ha acquisito questa immagine martedì 7 agosto 2018, utilizzando tutte e quattro le telecamere, in un periodo di 30 minuti. Le linee nere sono gli spazi vuoti tra i diversi sensori della telecamera. Le immagini includono parti di una dozzina di costellazioni, dal Capricorno al Pittore, la Grande e Piccola Nube di Magellano e le galassie più vicine alla nostra. Il piccolo punto luminoso sopra la Piccola Nube di Magellano è un ammasso globulare – una raccolta di forma sferica di centinaia di migliaia di stelle – chiamato NGC 104 e noto anche come 47 Tucanae, a causa della sua posizione nella costellazione meridionale del Tucano. Due stelle, Beta Gruis e R Doradus, sono così luminose che saturano un’intera colonna di pixel sui rilevatori della seconda e quarta telecamera di TESS, creando lunghi picchi di luce nell’immagine.

«Questa parte dell’emisfero australe del cielo include più di una dozzina di stelle che sappiamo, da precedenti studi condotti da Osservatori a terra, avere pianeti in transito», dice George Ricker, principal investigator di TESS presso il Massachusetts Institute of Technology’s (MIT) Kavli Institute for Astrophysics and Space Research, a Cambridge.

Le telecamere di TESS, progettate e costruite dal Lincoln Laboratory del MIT a Lexington, nel Massachusetts, e dal Kavli Institute del MIT, monitorano vaste aree del cielo alla ricerca di transiti. I transiti si verificano quando un pianeta passa davanti alla sua stella, vista dal punto di vista del satellite, causando un regolare abbassamento della luminosità della stella.

TESS dedicherà due anni al monitoraggio di 26 settori di questo tipo, osservandoli per 27 giorni ciascuno, e coprendo in questo modo l’85% del cielo. Durante il suo primo anno di operazioni, il satellite studierà i 13 settori che compongono il cielo meridionale. Dopodiché TESS si rivolgerà ai 13 settori del cielo del nord per effettuare un secondo sondaggio di un anno.

TESS si basa sull’eredità lasciata dal Telescopio Spaziale Kepler della NASA, che sfruttava sempre il metodo dei transiti per individuare pianeti extrasolari. Le stelle su cui TESS si focalizzerà distano dai 30 a 300 anni luce e sono da 30 a 100 volte più luminose rispetto agli obiettivi di Kepler. La luminosità degli obiettivi di TESS li rende candidati ideali per lo studio di follow-up con la spettroscopia. Il James Webb Space Telescope e altri osservatori spaziali e terrestri useranno questa tecnica per saperne di più sui pianeti che TESS troverà, comprese la composizione della loro atmosfera, la loro massa e la loro densità.

TESS ha anche iniziato le osservazioni richieste attraverso il programma chiamato TESS Guest Investigator Program, che consente ad una più ampia comunità scientifica di condurre ricerche utilizzando il satellite.

«Siamo rimasti molto soddisfatti del numero di proposte che abbiamo ricevuto e abbiamo selezionato in modo competitivo programmi che coprono una vasta gamma di ricerche scientifiche, dallo studio di galassie attive lontane agli asteroidi nel nostro sistema solare», ha detto Padi Boyd, scienziato del progetto TESS presso il Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt, nel Maryland. «Naturalmente, moltissime sono state le proposte entusiasmanti legate a stelle e a esopianeti. La comunità scientifica è impaziente di vedere gli straordinari dati che TESS riuscirà a produrre e le scoperte scientifiche entusiasmanti che riguarderanno gli esopianeti e non solo».

Sotto. Il cacciatore di esopianeti chiamato TESS, della NASA. Crediti: NASA