Coelum Astronomia 226 - 2018 - Page 20

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Un’antica collisione galattica per la Via Lattea

di Redazione Coelum Astronomia

Rappresentazione artistica del pattern di onde rilevate nei dati del telescopio spaziale Gaia. Crediti: ESA

Un team di ricercatori dell'Università di Barcellona (ICCUB, UB-IEEC), Spagna, e dall'Università di Groningen, Paesi Bassi, grazie ai dati forniti dalla missione Gaia dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA), ha individuato nella Via Lattea delle sottostrutture mai osservate prima. I risultati, pubblicati su Nature, si sono resi evidenti combinando le posizioni e la velocità di 6 milioni di stelle del disco della nostra galassia. In particolare, ha attirato l'attenzione un modello a forma di guscio di lumaca nel grafico che tracciava l'altezza delle stelle sopra e sotto il piano della galassia, contro la loro velocità nella stessa direzione.

«Abbiamo osservato una spirale simile al guscio di una lumaca, osservata per la prima volta grazie alla precisione senza precedenti dei dati forniti dal satellite Gaia», afferma Teresa Antoja, ricercatrice presso l'ICCUB (IEEC-UB) e prima firmataria dell'articolo. «Queste sottostrutture - aggiunge - ci permettono di concludere che il disco della nostra galassia ha subito un grave disturbo gravitazionale tra 300 e 900 milioni di anni fa».

Ma cosa può aver causato questo disturbo? L'ipotesi più accreditata è che quella perturbazione sia stata causata dal passaggio vicino al disco della Via Lattea della galassia nana del Sagittario.

«Una delle forme più distinguibili – continua il ricercatore – è una spirale di stelle vicine al Sole che non era mai stata osservata prima. Questi pattern erano chiari (diversamente da ciò che capita comunemente), al punto che pensavamo potesse essere un errore nei dati», afferma Antoja. Ma, a tal proposito, oltre un centinaio di ingegneri e scienziati hanno lavorato per mesi per la verifica e la convalida dei dati: l'unica conclusione che potevano trarre era che queste strutture fossero reali.

La situazione è analoga a quella che si presenta quando si getta una pietra in uno stagno: l'impatto crea onde che si diffondono sulla superficie, creando un pattern specifico di cerchi concentrici. Le stelle nel disco galattico hanno subito un effetto simile, ma a differenza delle molecole d'acqua, che si stabilizzano di nuovo, le stelle conservano un "ricordo" della perturbazione. Questo ricordo si trova proprio nei loro movimenti. Dopo milioni di anni, anche se le increspature potrebbero non essere più facilmente visibili nella distribuzione delle stelle, sono ancora rintracciabili se si guarda nelle loro velocità.

«Trovo che sia davvero sorprendente vedere questa forma a guscio di lumaca. È proprio come appare nei libri di testo», dice Amina Helmi, Università di Groningen, Paesi Bassi, collaboratrice del progetto e seconda autrice dell'articolo.