Coelum Astronomia 226 - 2018 - Page 174

grandezza e alla base due di ottava. Prestando attenzione, la più settentrionale delle stelle alla base del triangolo si rivela essere composta da un trittico di stelle disposte lungo un leggero arco, vicinissime tra loro e di uguale luminosità.

La visione al telescopio di Struve 2549 – questo il nome del sistema, lontano 1.600 anni luce – è a dir poco spettacolare: all’allineamento delle tre stelle, infatti, si aggiunge il loro bellissimo contrasto cromatico, dove la rossastra stella centrale, che è anche la più debole, è affiancata da una stella giallognola da una parte e da un’altra bianco azzurra sul lato opposto, entrambe di uguale luminosità. Nel 1878, utilizzando un rifrattore da 470 mm di diametro, S. W. Burnham osservò accanto alla componente più luminosa del trio una compagna di dodicesima grandezza. Nel 1991, come riportato dal Washington Double Star Catalog, questa era separata da 2,1” d’arco, tuttavia, data la stretta separazione, l’osservazione di questa componente si rende forzatamente fattibile con un telescopio da almeno 200 mm di diametro e a elevati ingrandimenti. Prolungando l’arco stellare a ovest di una quantità pari alla sua intera lunghezza, si potrà notare la presenza di una stella di decima grandezza che, altrimenti, potrebbe sfuggire all’attenzione. Eppure, questa anonima stella venne inclusa nel sistema di Struve 2549 dall’astronomo francese M. J. Guillaume, a seguito di un'osservazione eseguita nel 1911, ad oggi ancora presente nel WDS. Dalla sua scoperta, il suo angolo di posizione è cambiato di un solo grado, risultando così insufficiente per determinare se questa sia gravitazionalmente legata alle altre tre o se sia solo prospetticamente vicina ad esse.

Prolungando di altri 4° la congiungente ξ-δ Dra, attracchiamo idealmente a ε Dra, che splende esattamente di quarta grandezza. La stella, pur

non certamente luminosa, è riportata in letteratura col nome proprio Tyl, le cui origini sono però oscure. La stella, lontana 148 anni luce dal Sistema Solare, è un'altra gigante gialla di tipo G8 III (5.000 K), dall'età stimata in 500 milioni di anni. Diametro, massa e luminosità intrinseca risultano 10, 2,7 e 60 volte i corrispettivi solari. Non dissimili, quindi, dalle due precedenti stelle e, come queste e la maggior parte delle stelle giganti, anche ε Dra ruota lentamente sul proprio asse, con una velocità di rotazione di soli 1,2 chilometri al secondo, valore che porta la stella a compiere una rotazione completa in circa 420 giorni. Deviamo ora di 90° il nostro percorso, in direzione del

vicino Piccolo Carro dove, discostata poco più di 3°, è presente la stella di magnitudine +4,45 τ Dra, che ci farà da apripista per l'esplorazione

TYL e Tau Draconis

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