Coelum Astronomia 226 - 2018 - Page 157

Riferimenti storici

Per quanto riguarda l'origine della denominazione "Mare Humorum", questa venne assegnata dal Riccioli nel 1651. Inoltre Langrenus ed Hevelius diedero il nome rispettivamente di "Mare Venetum" e "Sinus Sirbonis". Lo stesso Riccioli dedicò la denominazione del cratere Gassendi a Pierre Gassend (1592-1655), astronomo francese in contrasto con la teoria dell'immobilità della Terra, che per primo determinò la velocità del suono nell'aria.

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Sopra. Ingrandimento del Cratere Orontius.

La vastissima platea del cratere principale non presenta rilievi né montuosi né collinari ma una innumerevole quantità di craterini. Un'osservazione da non perdere assolutamente riguarda un particolarissimo allineamento di piccoli crateri che viene a costituire come una sorta di percorso di forma ovale di cui un'estremità si trova vicino al centro del cratere mentre quella opposta coincide con la sommità della parete ovest-sudovest. Qualche problema a individuare questa struttura?

Il settore settentrionale di Orontius è invece dominato da Orontius-F, di 41 km di diametro circondato da basse e semidistrutte pareti, oltre a un altro cratere di 35 km di diametro privo di denominazione ufficiale nel cui centro si trova Orontius-A di 7 km.

Immediatamente a ovest di Orontius abbiamo Sasserides-A di 48 km di diametro, di cui se ne nota chiaramente l'intrusione unitamente a Pictet-E, cratere di 70 km di diametro estremamente irregolare situato fra Sasserides-A e l'arcinoto Tycho già visto in dettaglio in un precedente articolo. Osservando attentamente si nota come Sasserides-A e Pictet-E siano completamente ricoperti da innumerevoli craterini e, se estendiamo l'osservazione anche al vicino cratere Pictet (diametro di 65 km), comprendiamo come tutta questa grande area sia stata interessata dalla ricaduta al suolo dell'enorme quantità di materiali espulsi durante l'impatto originario da cui si formò il più giovane cratere Tycho.