Coelum Astronomia 226 - 2018 - Page 149

A sinistra. Il telescopio Lotti, lo strumento principale dell’Osservatorio Astronomico di Monte Agliale. Si tratta di un riflettore newtoniano con lunghezza focale di 2310 mm e un diametro pari a 510 mm (f/4,5).

Emiliano: ho iniziato la ricerca di supernovae extragalattiche alla fine del 2007 insieme al team dell'Osservatorio di Monte Agliale, nel progetto Masacas, e dal 2011 anche in collaborazione con il programma ISSP.

3. Delle tue numerose scoperte, quali sono state quelle di maggior interesse o quelle che ti hanno lasciato un piacevole ricordo?

Fabrizio: certamente la prima supernova non si scorda mai. Come detto sopra si tratta della supernova SN2007ru, scoperta nel novembre 2007. L'oggetto venne individuato, in realtà, in immagini riprese da Sauro Donati, che in quell'occasione lavorava con il proprio telescopio dai sobborghi di Lucca ed era impegnato nel mettere a punto il programma di automazione, che da lì a poco avremmo installato a Monte Agliale. Ricordo ancora la sua telefonata, verso le 23 del 27 novembre, in cui mi annunciava un forte sospetto in un’immagine ripresa poco prima col software di automazione. Dopo i dovuti controlli inviammo una comunicazione di possibile scoperta al CBAT. Il transiente venne successivamente confermato grazie a indagini spettroscopiche e risultò essere addirittura una Supernova di tipo Ic peculiare. Negli anni successivi, grazie all'uso di una camera CCD di qualità superiore e al perfezionamento del programma di automazione e di analisi automatica delle immagini, abbiamo realizzato un gran numero di scoperte, tutte dai cieli di Monte Agliale. In più occasioni abbiamo effettuato due scoperte per notte o comunque abbiamo messo a segno delle scoperte in notti consecutive. Nel 2011 realizzammo diciassette scoperte e sedici nel 2013; nel solo luglio di quell’anno individuammo sei supernovae. Purtroppo quasi altrettanti oggetti andarono perduti, perché non identificati in tempo. Quelli erano anni d'oro per questo tipo di attività!

Del 2013 ricordo ancora molto bene un caso di mancata scoperta: si tratta della supernova SN2013dy. Venimmo anticipati dai ricercatori del LOSS che osservarono il transiente diverse ore dopo di noi ma annunciarono la “discovery” senza attendere la seconda notte, come invece facemmo noi (nella nostra immagine il segnale era caratterizzato da una magnitudine di solo +18,7, come sarebbe risultato successivamente grazie a raffinate misure fotometriche). La nostra immagine di “prediscovery” risultò tuttavia molto preziosa, in quanto permise ai ricercatori di completare uno studio che apparve, pochi mesi dopo la scoperta, sulla prestigiosa rivista The Astrophysical Journal Letters. Dall'analisi eseguita dagli astronomi risultò che la nostra immagine

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