Coelum Astronomia 226 - 2018 - Page 146

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passaggio nei pressi di M 35. In questo caso la distanza dal centro dell’ammasso aperto era di appena 27’. Sempre nel binocolo 20x90 ho assistito a uno straordinario spettacolo, con la cometa quasi a contatto dell’ammasso. La sua morfologia non aveva subito praticamente alcuna modificazione così come la luminosità. Visibile anche il tenue ammasso aperto NGC 2158, di aspetto nebulare dati i pochi ingrandimenti e il modesto diametro utilizzato, tanto da far pensare a una seconda cometa più debole.

In ottobre sarà in calo (presumibilmente dall’ottava alla nona magnitudine) ma ancora ben visibile, impegnata in una corsa tra l’Unicorno e il Cane Maggiore che la immergerà sempre più nell’emisfero australe.

Sarà più proficuamente osservabile a ridosso dell’alba, quando si sarà alzata decisamente sopra l’orizzonte. Segnaliamo un bell’incontro con l’ammasso aperto M 50 nella nottata dell’8 ottobre, con la cometa distante mezzo grado dall’oggetto deep sky.

Tra le costellazioni invernali potremo cercare anche la periodica 38P/Stephan-Oterma, che torna dopo quasi quattro decenni dal suo precedente passaggio. Lo scopritore di questa cometa, l’astronomo francese Jérôme Eugène Coggia, pensò di aver scoperto un nuovo oggetto nebulare in una sua sessione osservativa datata 22 gennaio 1867 e se la vide così soffiare da Édouard Stephan, altro astronomo francese, che notando il suo spostamento comprese la sua vera natura dandogli il così il proprio nome. A questo venne affiancato anche il nome dell’astronoma finlandese Liisi Oterma, che il 6 novembre 1942 la riosservò pensando si trattasse di un nuovo oggetto che invece Fred L. Whipple confermò essere la cometa Stephan, dopo averne calcolato l’orbita.

La Stephan-Oterma si muoverà dapprima in Orione e poi nei Gemelli, risultando osservabile nelle migliori condizioni, come la Giacobini-Zinner, poco prima dell’alba. La sua luminosità per tutto il periodo dovrebbe essere vicina alla decima magnitudine. In novembre raggiungerà il perielio e il picco luminoso, non molto differente dai valori raggiunti a fine ottobre.

Cometa 21P/Giacobini Zinner fra NGC2168 e NGC2158 di Francesco Badalotti - PhotoCoelum