Coelum Astronomia 226 - 2018 - Page 14

A pochi giorni dalla notizia del voto della IAU, International Astronomical Union, per intitolare la legge di Hubble anche a Lemaître (leggi l'articolo dedicato a pagina 90), ecco che arriva un’altra riparazione, da tempo attesa nel mondo della scienza, a un altro torto storico:

l’assegnazione a Jocelyn Bell Burnell dello Special Breakthrough Prize in Fundamental Physics. Un premio che vale tre Nobel, se non altro in termini economici. All’astronoma che nel 1967 scoprì la prima pulsar vanno infatti ben tre milioni di dollari. E se li merita fino all’ultimo cent: la storica scoperta la fece insieme al suo supervisor di dottorato, Antony Hewish, ma fu solo a quest’ultimo che, nel 1974, venne conferito il Nobel per la Fisica. Un mancato riconoscimento condiviso da Bell Burnell con molte altre scienziate: a tutt’oggi, su 200 premiati solo 2 sono donne, l’1%. Non a caso, la scienziata ha dichiarato di voler devolvere l’importo del premio all’Institute of Physics per finanziare borse di dottorato di ricerca destinate a chi, nella fisica, è poco rappresentato.

È proprio per i suoi contributi fondamentali alla scoperta delle pulsar, nonché per un’intera carriera dedicata a essere fonte d’ispirazione per la comunità scientifica, che il Comitato di selezione del premio ha deciso di destinarle questo importante riconoscimento.

«Sicuramente un premio meritatissimo, che finalmente dà un riconoscimento anche formale, benché con 50 anni di ritardo, al ruolo fondamentale che Jocelyn Bell ha avuto nella scoperta delle pulsar», dice Marta Burgay, ricercatrice all’INAF di Cagliari e pluripremiata protagonista della scoperta – anche lei durante il dottorato, nel 2003 – della prima e ancora oggi unica coppia di pulsar conosciuta, in un'intervista a Media INAF. «Ho avuto il piacere di incontrare Jocelyn Bell in diverse occasioni nel corso degli anni», ricorda Burgay. «Oltre ad essere una scienziata di grande calibro e con un'immensa capacità di comunicare col pubblico, Jocelyn Bell è una persona estremamente piacevole e ammirevole che, anche in occasione di questo premio, porta avanti con determinazione la causa di una maggiore equità e inclusività nel mondo della scienza».

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Tre milioni di dollari a Jocelyn Bell,

la scopritrice della prima Pulsar

di Marco Malaspina – Media INAF

Sopra. Jocelyn Bell nel 1967, l’anno in cui scoprì la prima pulsar. Crediti: Roger W Haworth / Flickr

Premio “Giuseppe Occhialini” a Elena Pian

La Società Italiana di Fisica (SIF) e l’Institute of Physics (IoP) hanno assegnato congiuntamente il premio “Giuseppe Occhialini” a Elena Pian, in riconoscimento di risultati rilevanti nel proprio lavoro di ricerca in Fisica. Lo scorso anno, nella notte tra il 17 e il 18 agosto, l'astronoma dell’INAF era al Max Planck Institute e, ricevuto l’alert dal consorzio LIGO-Virgo, ha seguito tutte le fasi dell’analisi del merging di due stelle di neutroni in

una kilonova, contribuendo a svelare l’identità della sorgente e la sua controparte elettromagnetica. Leggi l'articolo di Elena Pian su Coelum Astronomia 218.