Coelum Astronomia 226 - 2018 - Page 139

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In alto. Un’immagine delle Draconidi ottenuta nel 2011 compositando più riprese fino a coprire un periodo di circa 90 minuti. Crediti: Juan Carlos Casado.

Tornando alla cometa 21P/Giacobini-Zinner, l’ultimo passaggio al perielio è avvenuto lo scorso settembre, come avete potuto leggere nella rubrica Comete di Claudio Pra dello scorso numero (in questo numero potete vedere in PhotoCoelum una gallery dedicata alla cometa). Inevitabilmente quindi le speranze di vedere uno sciame consistente si sono rinvigorite. Dobbiamo attenderci una vera e propria tempesta?

Il massimo, come anticipato in apertura, si attesterà nella notte del 9 ottobre, a partire dalla mezzanotte e mezza. Purtroppo non ci sono certezze per ciò che riguarda il rateo di meteore e le stime per quest’anno da parte degli esperti sono anzi molto contenute: Mikiya Sato ha stimato uno ZHR di 20–50 per il picco delle 01:14, Mikhail Maslov ha previsto uno ZHR di 10–15 per il picco previsto per le 00:34, mentre Jérémie Vaubaillon ha stimato uno ZHR di 15 per il picco delle 00:31. Secondo i modelli che descrivono le concentrazioni filamentose di polveri rilasciate dalla cometa, nessun filamento sarà sufficientemente vicino all’orbita terrestre da giustificare alti ratei di meteore. Ma le sorprese possono sempre essere dietro l’angolo...

C’è da aggiungere che quest’anno l’osservazione sarà fortemente favorita dalla totale assenza di disturbo lunare, che renderà più facile vedere anche le meteore meno luminose: la Luna raggiungerà infatti la fase di Luna Nuova proprio il 9 ottobre. Una ragione in più per dedicarci all’osservazione di questo sciame.

Per individuare il radiante (che è circumpolare per le nostre latitudini) alle ore 22:00 sarà sufficiente guardare verso nordovest e individuare le stelle della testa del Drago (Rastaban, Beta Draconis – mag. +2,75 e Ni Draconis – mag. +4,85) a un’altezza di circa 33°: il radiante è posto all’incirca tra le due stelle. Con il passare delle ore il radiante si farà via via più basso, nel suo moto apparente di rotazione attorno alla stella Polaris.

Non perderti il viaggio tra le stelle della costellazione del Drago, leggi l’articolo di Stefano Schirinzi a pagina 170.