Coelum Astronomia 226 - 2018 - Page 134

notte, quando Urano raggiungerà la massima altezza sull’orizzonte (il passaggio al meridiano avviene alle ore 00:58 a un’altezza di 59,1° nel giorno dell’opposizione).

Per la ripresa, di sicuro bisogna prestare attenzione a lavorare alla focale che consenta di sfruttare tutto il potere risolutivo dello strumento. Sebbene il disco di Urano sia molto piccolo non c’è alcun motivo per aumentare la focale oltre misura. Facendolo si ridurrebbe solo la luminosità già bassa del pianeta, abbassando di molto la visibilità degli eventuali, tenui, dettagli, senza alcun guadagno in termini di dettaglio registrato. Un secondo parametro a cui prestare attenzione nella ripresa riguarda il frame-rate di ripresa. Spesso si tende a voler registrare il maggior numero di frame al secondo a scapito della qualità e della luminosità della singola immagine. Se questa tecnica funziona bene con i pianeti più vicini, con Urano è meglio invece tarare bene la luminosità in modo che sia pari a circa i 3/4 di quella massima ammessa dal sensore di ripresa (circa 200 ADU per camere a 8 bit e 3000 per camere a 12 bit). Ricordiamo che con ADU (Analog to Digital Unit) indichiamo l'unità di misura dell'intensità luminosa di un pixel dell'immagine CCD, è cioè il valore numerico associato ai pixel di un'immagine digitale. Meglio allungare il tempo di esposizione e abbassare il framerate per avere la giusta luminosità, piuttosto che riprendere a frequenze più elevate ma con luminosità basse. Il consiglio è quello di attestarsi su valori di 5 fps (frame al secondo) e di riprendere almeno 3-4.000 frame per video e almeno 4-5 video per ogni sessione osservativa.

Se ci si preoccupa della rotazione del pianeta, si consideri che i dettagli visibili su Urano sono simili a quelli di Saturno, ovvero bande (quasi) prive di dettagli fini, che circondano il globo del pianeta e la rotazione non influisce in alcun modo sulla loro visibilità.

Ovviamente, il consiglio migliore rimane sempre quello di cercare Urano in notti in cui il cielo è stabile e trasparente da luoghi bui e privi di fonti luminose che possano disturbare l’osservazione o la ripresa.

A riprese effettuate, si consiglia di confrontare sempre le proprie immagini con simulazioni software o con riprese di riferimento, questo per confermare che gli eventuali dettagli siano effettivamente lì e non si tratti di semplici artefatti. Bisogna considerare infatti che ogni immagine deve essere ripetibile nel tempo e compatibile con le proprietà chimico-fisiche e dinamiche del pianeta. Un consiglio in tal senso è anche quello di ruotare la camera tra una ripresa e l’altra, in modo da verificare se i dettagli rimangono sempre nello stesso luogo. Meglio accompagnare le proprie riprese con un’immagine simulata di Urano, che permetta anche di valutare la corretta orientazione del pianeta.

Sotto. Una ripresa di Urano del 2004 effettuata dal Keck Observatory. crediti: Lawrence Sromovsky, University Of Wisconsin-Madison/W.W. Keck Observatory

134

Coelum Astronomia