Coelum Astronomia 226 - 2018 - Page 38

Coelum Astronomia

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Uno sguardo d’insieme

su Hayabusa2

Tutti i dettagli sulla sonda e sulla sua avanzata dotazione scientifica

di Michele Diodati

Sopra. Gli altri strumenti e sistemi a bordo di Hayabusa2. I motori RCS sono piccoli razzi a propellente chimico, utilizzati principalmente per manovre di correzione di assetto (RCS sta per “reaction control system”). Small Carry-on Impactor è il sistema esplosivo sganciabile che sarà usato per generare un cratere artificiale su Ryugu Crediti: JAXA / Michele Diodati

Come si intuisce dal nome, questa non è la prima sonda del suo genere. La prima Hayabusa (che in italiano significa “falco pellegrino”) svolse la sua missione spaziale tra il 2003 e il 2010. Il velivolo raggiunse l’asteroide Itokawae riuscì a conseguire gli obiettivi principali della missione, ma diverse cose, tuttavia, andarono storte. Si ruppero due giroscopi, impedendo una gestione ottimale dell’assetto, e la procedura di acquisizione dei campioni dalla superficie di Itokawa non funzionò a dovere. Hayabusa2 è stata costruita, perciò, con l’obiettivo di evitare il ripetersi dei problemi accaduti durante la missione precedente. Per questo motivo, benché l’architettura generale del velivolo sia rimasta sostanzialmente la stessa, la sonda diretta verso l’asteroide Ryugu incorpora una serie importante di migliorie progettuali.

Innanzitutto è stato aggiunto un quarto giroscopio: ne servono in realtà solo tre per gestire l’assetto, ma il quarto è una presenza importante come misura precauzionale. La ridondanza nei componenti è sempre utilissima nelle missioni spaziali, ma lo è particolarmente nel caso dei giroscopi, vista la tendenza di questi componenti a rompersi (la missione del telescopio spaziale Kepler fu interrotta e poi modificata nel 2013 proprio in seguito alla rottura