Coelum Astronomia 226 - 2018 - Page 34

Coelum Astronomia

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Perché proprio Ryugu?

di Michele Diodati

Prima di parlare di ciò

che farà Hayabusa2 e

di come lo farà, è

opportuno fare la

conoscenza con il destinatario

inconsapevole di un così

grande sforzo di progettazione,

creatività, ingegno e risorse finanziarie:

l’asteroide carbonioso Ryugu.

Perché la JAXA ha scelto proprio questo asteroide? Le ragioni sono molteplici, e hanno a che fare con la sua composizione e con la sua orbita. Ma cerchiamo di capire innanzitutto perché sia valsa la pena di organizzare una complessa missione spaziale per esplorare un asteroide.

Gli asteroidi, come le comete, sono oggetti di particolare interesse per gli scienziati: sono ritenuti, infatti, corpi primitivi, risalenti alle origini stesse del Sistema Solare e possono essere considerati, in un certo senso, i mattoni con cui sono stati costruiti i pianeti. Studiarne la

composizione significa quindi risalire a circa 4,5 miliardi di anni fa, all’epoca della nascita del Sistema Solare.

Ma perché non studiare direttamente i pianeti? Questi, al contrario di comete e asteroidi, sono il

Sopra. Una delle immagini ravvicinate di Ryugu scattate da Hayabusa2. Crediti: JAXA

A destra. Una bella immagine

dell’asteroide Itokawa, ripresa dalla

sonda Hayabusa quando si trovava

a circa 8 km di distanza. L’asteroide,

dalla forma oblunga e grande circa

600x300 metri, prende il nome da

Ideo Itokawa, pioniere

dell’astronautica giapponese, e

appartiene alla classe Near Earth

Object (NEO). Al momento di queste

riprese era lontano dalla Terra circa 300

milioni di chilometri, e questo spiega molte

cose sulla difficoltà di far compiere manovre

molto complesse ad una sonda i cui tempi di

reazione ai comandi si misurano nell’ordine delle

decine di minuti. Crediti: Jaxa