Coelum Astronomia 226 - 2018 - Page 32

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Coelum Astronomia

L’arrivo alla meta

La missione entra nel vivo

di Michele Diodati

In alto. Gli ingegneri e gli scienziati del centro di controllo della missione di Sagamihara festeggiano l'arrivo di Hayabusa 2 nei pressi dell'asteroide Ryugu. Crediti: JAXA/ISAS

L’arrivo presso Ryugu, avvenuto lo scorso 27 giugno 2018, costituisce la tappa iniziale di una complessa e articolata missione: l’obiettivo è quello di studiare da vicino l’asteroide Ryugu e riportare a casa dei campioni di suolo.

La sonda giapponese è partita il 3 dicembre 2014 ed esattamente un anno dopo, il 3 dicembre 2015, è tornata a far visita al nostro pianeta, sfiorando la Terra per ricevere un assist gravitazionale che l’ha accelerata in direzione della sua meta. Da quel momento, Hayabusa2 ha impiegato poco più di 30 mesi per coprire la distanza che la separava da Ryugu.

Dopo un lungo viaggio durato circa 3 anni e mezzo, la sonda giapponese si trova ora

a pochi chilometri di distanza dall’asteroide.

Hayabusa2 non orbita attorno a Ryugu ma mantiene una posizione di stazionamento fissa, che le consente un’osservazione ravvicinata e costante del suo obiettivo. Questa posizione sarà la “casa” di Hayabusa2 per gran parte del tempo che trascorrerà nei pressi dell’asteroide.

A 2,14 unità astronomiche dal nostro pianeta, occorrono attualmente 1069 secondi, cioè 17,8 minuti, perché i segnali radio scambiati tra Hayabusa2 e le antenne terrestri arrivino a destinazione. Ci vuole pertanto oltre mezz’ora   prima che giunga dalla sonda il segnale di conferma per qualsiasi comando inviato dalla Terra. Questo lungo intervallo di tempo ha reso indispensabile automatizzare gran parte delle procedure con cui Hayabusa2 eseguirà i numerosi compiti che le sono stati assegnati.