Coelum Astronomia 226 - 2018 - Page 160

160

Coelum Astronomia

Guida all'osservazione

La regione del cratere KEPLER

La sera del 20 ottobre,

col nostro satellite in

fase di 11,56 giorni

(Colong. 46,8°;

frazione

illuminata 84%)

il nostro target

sarà dunque la

regione lunare

intorno al cratere

Kepler. Infatti dalle

19:15 circa, dopo essere sorta alle 16:57, la Luna si troverà a un'altezza iniziale di +20° con transito in meridiano alle 22:22 a +34°, e visibile fino alle prime ore della notte successiva.

Molto semplice individuare la regione di Kepler, basterà seguire la catena dei monti Appennini, superare Eratosthenes e Copernicus proseguendo poi in direzione ovest fino alla grande area a elevata albedo poco prima del terminatore.

Iniziando proprio da Kepler, si tratta di un eccezionale cratere di 32 km di diametro e con pareti alte circa 2.800 metri, la cui origine risale al Periodo Geologico Copernicano collocato non oltre 1 miliardo di anni fa. Trattandosi di una struttura geologicamente recente, le sue pareti appaiono decisamente regolari, ben conservate e con ripidi versanti oltre a brevi terrazzamenti osservabili in modo particolare lungo il settore ovest. I bastioni intorno al cratere sono sovrastati da una lunga linea di cresta sommitale, che potrà essere oggetto di dettagliate osservazioni.

Nella platea di Kepler possiamo osservare vari rilievi collinari, piccoli craterini e un modesto rilievo in posizione centrale leggermente decentrato verso nord. L'area immediatamente all'esterno del cratere, denominata "Insula Ventorum" nella mappa lunare di G. Riccioli (1651), si presenta estremamente varia, con ampie zone collinari cosparse da innumerevoli e piccoli rilievi alternate a limitate aree relativamente pianeggianti.

In particolare, da Kepler verso nord, attirano l'attenzione due allineamenti grosso modo paralleli costituiti da vari gruppi di colline estese

I Nomi

Cratere Kepler: denominazione assegnata da Riccioli nel 1651 e dedicata all'astronomo e matematico tedesco Johannes Kepler (1571-1630). Pubblicò nel 1609 i risultati dei calcoli di Tycho Brahe riguardo l'orbita di Marte. Dopo avere enunciato la prima e la seconda delle leggi sul moto dei pianeti, in Armonia del mondo del 1619 enunciò la terza legge. Nel 1604 osservò una supernova oltre a prevedere i tempi di transito di Mercurio e Venere sul disco del Sole. Famoso per le "Leggi di Keplero".

Cratere Bessarion: nome assegnato nel 1651 da Riccioli dedicato all'ecclesiastico greco di Trebisonda Giovanni Bessarione (1403-1472), ebbe un ruolo di primo piano nel concilio di Ferrara per l'unione delle chiese greca e latina.

Cratere Encke: Madler ne assegnò il nome nel 1837 dedicandolo all'astronomo tedesco Johann Franz Encke (1791-1865). Fu direttore dell'Osservatorio di Berlino, perfezionò i metodi di calcolo delle orbite dei corpi celesti e condusse importanti ricerche sull'orbita della cometa scoperta nel 1818 da Pons, la quale poi prese il suo nome.

Cratere Maestlin: nome dedicato al matematico e astronomo tedesco Michael Maestlin o Mostlin (1550-1631), fu seguace di Copernico e maestro di Keplero all'Università di Tubinga. Osservò la nova del 1572.